Giro di vite sulle mozioni. Montani: voce negata. Sansotera: non è così

Codogno, botta e risposta sul fatto che ogni richiesta sia firmata da due consiglieri. Quesito sulla legittimità posto anche al prefetto. E in commissione è polemica. .

Giro di vite sulle mozioni. Montani: voce negata. Sansotera: non è così
Giro di vite sulle mozioni. Montani: voce negata. Sansotera: non è così

Presentare un argomento che interessa i cittadini durante le assemblee consiliari non potrà essere fatto da un singolo consigliere: ne serviranno almeno due, se passerà la modifica del regolamento comunale, e quindi i mini gruppi consiliari, composti da un solo esponente, saranno così esclusi. È guerra aperta sui numeri tra maggioranza e minoranza ed è la consigliera comunale della lista civica Codogno Insieme 2.0, Rosanna Montani a farsi paladina di quello che lei ribadisce essere una "battaglia di diritto e di civiltà, a garanzia certamente del mio lavoro, di quello di tutti i consiglieri di minoranza, ma non solo, di tutti gli esponenti dell’assise, oggi ed anche in futuro".

Ma l’esecutivo di centrodestra non ci sta e sull’argomento divenuto pomo della discordia da un lato cerca una mediazione ma dall’altra replica duramente. "Siamo in una fase di discussione all’interno della commissione e stiamo verificando di arrivare ad un punto di accordo. Io spero in una risoluzione in tempi rapidi e che sia chiara e soprattutto che non vada a discapito della piena funzionalità dei lavori del consiglio comunale", ha ribadito ieri il presidente del consiglio comunale, Enrico Sansotera. Poi l’affondo. "Ad oggi il regolamento vigente dice che può presentare una mozione da discutere il venti per cento dei consiglieri, cioè quasi 4 di numero. E il documento oggi in vigore l’ha votato il centrosinistra quando era al governo della città nel 2012 con Montani in giunta".

Per Montani però la verità è un’altra e sembra non voler accettare nemmeno il compromesso di portare a due il numero di consiglieri sufficienti per presentare un argomento da discutere. "Sembra un affare di poco conto per i nostri concittadini? Decisamente no – attacca Montani –. Non solo perché ogni volta che il diritto viene compresso si minano le regole base della democrazia, ma anche per i temi trattati nelle mozioni che riguardano problemi ed esigenze concrete dei nostri cittadini". Montani non si dà pace. "Sono ricorsa al parere del prefetto chiedendo quattro volte in questi mesi il suo intervento e puntualmente ha dato indicazioni inequivocabili per ripristinare il diritto negato". Ma alla consigliera di opposizione la linea della maggioranza proprio non piace, né il compromesso di abbassare il quorum a due consiglieri né quello di prendere tempo rinviando la commissione martedì prossimo per valutare bene il contenuto dell’ultima lettera del rappresentante governativo.

Mario Borra