Giorno della memoria con gli alunni. Olocausto, "impedire che ricapiti"

Nell’Aula Magna del Verri filmati, letture e riflessioni. Consegnate due “Medaglie d’Onore” alla memoria

Giorno della memoria con gli alunni. Olocausto, "impedire che ricapiti"

Giorno della memoria con gli alunni. Olocausto, "impedire che ricapiti"

Momento dedicato al Giorno della memoria ieri mattina, nell’Aula Magna del liceo Verri, alla presenza delle più alte cariche della città. L’iniziativa è stata promossa dalla prefettura di Lodi. Circa due ore e mezza in cui molte figure politiche, religiose ed esperti hanno parlato di storia e di memoria, di cosa fu la Shoah, sia in ambito nazionale che locale. Il sindaco Andrea Furegato, in apertura, ha ricordando come "il significato di questa giornata è condividere; i testimoni rimasti sono pochi, ma questo non deve esser motivo di dimenticare". Marco Fassino, dirigente dell’ufficio scolastico territoriale, ha evidenziato che "la giornata non è un vuoto rituale, ma un contrasto alla violenza che vediamo ogni giorno aumentare nel mondo. La Shoah fu paradigmatica, voleva cancellare gli individui con metodi scientifici. La memoria deve nutrirsi della verità, quindi come insegnanti ed educatori dobbiamo ricordare che in Italia furono il duce Mussolini e il re Vittorio Emanuele III a firmare le leggi razziali del 1938, non fu un razzismo provocato solo dall’ingerenza nazista. Noi oggi dobbiamo domandarci cosa possiamo fare per impedire che ricapiti una cosa simile, dobbiamo essere sicuri che non ci nasconderemo ancora nell’indifferenza". Ornella Cassé, della sezione provinciale dell’Ancri (associazione nazionale insigniti all’ordine e al merito) ha evidenziato l’importanza dei valori della patria e della fedeltà alle istituzioni, spiegando come "noi, qui, ricordiamo anche persone che, con un gesto eroico, hanno salvato gli altri".

Sulle persone e la loro storia ha insistito Saverio Collaccio, dell’ufficio didattico della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano: "il Memoriale esiste perché autorità fasciste italiane hanno collaborato attivamente nella deportazione. C’è un muro, al memoriale, in cui abbiamo messo i nomi di tutti i deportati dei primi due coinvolgi, tra loro quello della senatrice Liliana Segre". Lo storico Ferruccio Pallavera ha raccontato della storia degli ebrei nel Lodigiano; il prefetto di Lodi Enrico Roccatagliata si è soffermato sull’antisemitismo, dalla crocifissione di Cristo fino alla Seconda guerra mondiale. È staato accompagnato dall’attore e regista Pietro Pignatelli, che leggeva citazioni letterarie di varie epoche sul tema. Al termine consegnate le “Medaglie d’Onore“, conferite con decreto del capo dello Stato alla memoria di due persone che vissero sulla loro pelle la deportazione: Alessandro Boniforti tornò dalla prigionia e morì nel 2006, Luigi Dossena morì poco dopo la liberazione.