Il Frecciarossa ribaltato lungo la ferrovia nel Lodigiano (Ansa)
Il Frecciarossa ribaltato lungo la ferrovia nel Lodigiano (Ansa)

Livraga (Lodi), 13 febbraio 2020 - Il pm di Lodi Giulia Aragno, accompagnato dal consulente Roberto Lucani, ha gestito le indagini dagli uffici della Direzione territoriale di Bologna responsabile del traffico su quel tratto dell’alta velocità. Il magistrato ha affiancato i tecnici della centrale operativa per capire come funzionano le attività di gestione della linea ferroviaria, simulando in tutti gli aspetti cosa è avvenuto giovedì scorso alle 5.35 quando il Frecciarossa 9595 Milano-Salerno è deragliato per un deviatoio in "posizione errata" costato la vita ai due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo e il ferimento di 31 persone.

L’obiettivo è capire se ci siano stati errori umani (degli operai della squadra che sono indagati per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni, oppure degli addetti della centrale di Bologna) oppure se si possano configurare altre ipotesi. Per questo sono stati sentiti, come persone informate sui fatti, gli addetti presenti nella centrale la notte tra mercoledì e giovedì, poche ore prima della tragedia. Nel frattempo il personale Polfer incaricato dalla procura di Lodi ha effettuato sui binari dell’alta velocità tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano tutta l’attività svolta dagli opera di Rfi indagati e hanno “disalimentato” il deviatoio, quindi hanno staccato la corrente sullo scambio, verificando in contemporanea che tutto fosse nella norma sui dispositivi della centrale operativa di Bologna che all’alba di giovedì scorso aveva concesso il “superverde”, cioè la possibilità di passare in quel punto a quasi 300 all’ora. 

Dopo l’intervento di manutenzione la squadra aveva informato alle 4.45 la sede di Livraga, la quale a sua volta aveva riferito alla Direzione territoriale di Bologna, che l’intervento si era concluso. Ecco quindi l’insermento di un fonogramma nel sistema Ertms (European Rail Traffic Management System) utilizzato dal gestore della Rete per comunicare con i treni e che fornisce al macchinista tutte le informazioni necessarie per una guida strumentale, controllando con continuità gli effetti del suo operato sulla sicurezza della marcia del treno e attivando la frenatura d’urgenza nel caso di velocità del treno superiore a quella massima ammessa per la sicurezza. Il testo del fonogramma, intestato al Posto di Movimento di Livraga, era questo: "Dev.05 disalimentato e confermato in posizione normale come da fono 78/81 fino a nuovo avviso".

Significa che l’impianto elettrico dello scambio tra Livraga e Ospedaletto Lodigiano, che ne permette l’apertura e la chiusura da remoto, era stato disattivato, probabilmente per esigenze di manutenzione, ma che lo scambio era stato lasciato "in posizione normale" e quindi corretta in direzione "dritta" per Bologna. I due macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario Dicuonzo, dopo aver letto il fonogramma, passano con il treno alla massima velocità consentita in quel quel tratto dal sistema Ertms. La procura di Lodi è al lavoro per capire come sia possibile che il computer non sia riuscito a vedere l’eventuale errore umano degli operai lungo la linea.