Frecciarossa deragliato a Livraga, nel Lodigiano (Ansa)
Frecciarossa deragliato a Livraga, nel Lodigiano (Ansa)

Lodi, 8 febbraio 2020 - Sono iniziati gli interrogatori degli operai di Rfi indagati dalla procura di Lodi per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose per l'incidente di giovedì mattina in cui hanno perso la vita due macchinisti che viaggiavano a bordo del Frecciarossa appena partito da Milano e diretto a Salerno.

i cinque dipendenti Rfi, il caposquadra e quattro operai, che ieri hanno ricevuto l'avviso di garanzia, accompagnati dai propri legali, vengono ascoltati dal pm di Lodi Giulia Aragno negli uffici della Polfer di Piacenza. All'interrogatorio sono presenti anche gli uomini della polizia ferroviaria e del Nucleo operativo incidenti ferroviari che stanno eseguendo i rilievi sul treno deragliato a pochi chilometri da Lodi a causa, secondo la ricostruzione della procura, di un errore umano legato probabilmente a uno scambio lasciato in una posizione scorretta che ha deviato il treno facendolo deragliare. Un errore che sarebbe stato commesso solo poche prima dalla squadra di operai che era a lavoro su quella tratta dell'alta velocità. Ascoltati come testimoni subito dopo l'incidente, avevano respinto ogni accusa sostenendo di aver lasciato lo scambio nella giusta posizione.

Gli operai, insieme ai legali, sono entrati nel cortile interno agli uffici vicino alla stazione di Piacenza su due auto, in modo da limitare lo sguardo indiscreto delle telecamere e dei giornalisti presenti. Gli interrogatori, cominciati alle 15.30, proseguiranno a oltranza. Il primo operaio ha risposto alle domande degli inquirenti per circa tre ore, esponendo la propria versione dei fatti. In serata è cominciato l'interrogatorio del secondo indagato e anche lui non si è sottratto a chiarimenti e spiegazioni.