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14 mag 2022

Dalla struttura protetta alla casa Un percorso verso l’autonomia

Inaugurato l’appartamento per cinque pazienti realizzato dal Dipartimento di salute mentale

mario borra
Cronaca
La presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito distrettuale Giovanna Gargioni
La presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito distrettuale Giovanna Gargioni
La presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito distrettuale Giovanna Gargioni

di Mario Borra

Un appartamento per puntare all’autonomia. Finalmente l’abitazione al primo piano della palazzina di via Cavallotti, di proprietà del dipartimento di salute mentale dell’azienda ospedaliera, viene aperto e riservato a persone con problemi di natura psichiatrica.

Un vero e proprio “ponte“ che, dalla struttura protetta dove si trovano ora, li dovrà condurre, presto, alla completa autonomia. Sarà a disposizione di cinque persone e sarà ufficialmente abitato dal 3 giugno.

L’appartamento da 130 metri quadrati, composto da tre camere da letto, cucina, due bagni, soggiorno e zona studio, ieri mattina è stato inaugurato con il sindaco della città, Francesco Passerini, la presidente dell’assemblea dei sindaci dell’ambito distrettuale, Giovanna Gargioni, e lo psicoterapeuta Giancarlo Cerveri.

"È una cosiddetta residenzialità leggera, disponibile per persone che hanno bisogno di un percorso che li conduca poi a vivere indipendenti nella propria abitazione e che li stacchi definitivamente da una struttura psichiatrica vera e propria – ha detto Gargioni –. L’assistenza è comunque garantita sia sotto il profilo alberghiero che sotto quello sanitario. Aprire questa realtà è stato molto importante e gratificante ed anzi la speranza è che in altre realtà urbane possano svilupparsi esperienze come questa. Come ufficio di piano, c’è la garanzia del pagamento del servizio alberghiero per le famiglie che non riescono, mentre la parte sanitaria è appannaggio della Regione".

L’appartamento dunque prende vita, ma si era già tentata una soluzione del genere alla fine degli anni Novanta: anzi, sembrava proprio tutto pronto con l’appartamento già arredato e abitabile, anche se tutto si arenò.

Dapprima la causa intentata dai condomini, che non vedevano di buon occhio che un appartamento avesse una funzione diversa da quella abitativa (causa però vinta dall’ente sanitario) e, successivamente, le mancate esigenze da parte dell’azienda di collocare persone che, nel frattempo, erano state sistemate in altri luoghi, hanno fatto sì che l’appartamento rimanesse di fatto, “fantasma“. Fino a ieri: con l’inaugurazione e la prossima apertura, la nuova residenzialità leggera diventa finalmente realtà.

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