Blocco della Polizia di Stato all'ingresso di Casalpusterlengo
Blocco della Polizia di Stato all'ingresso di Casalpusterlengo

Casalpusterlengo (Lodi), 24 febbraio 2020 - Prove tecniche di chiusura della zona rossa. E misure stringenti anche nella zona gialla, quella comprendente tutto il resto della Lombardia. Nel tardo pomeriggio di ieri avrebbe dovuto scattare il divieto assoluto di movimento all’interno dei dieci comuni della Bassa (Codogno, Castiglione d’Adda, Casale, San Fiorano, Bertonico, Fombio, Terranova dei Passerini, Somaglia, Maleo e Castelgerundo) come misura di protezione per evitare il diffondersi del contagio del coronavirus, ma la partenza è stata soft per usare un eufemismo. Di fatto il piano di controlli non è scattato in maniera rigida, ma i posti di blocco si sono trasformati in semplici posti di controllo dove le forze dell’ordine chiedevano genericamente dove l’automobilista si stesse recando in quel momento. Era più che altro una prova tecnica di quello che, in maniera più massiccia, dovrebbe essere implementato in queste ore.

Un paio di pattuglie erano presenti a Casalpusterlengo, all’altezza del distributore di carburante Repsol, lungo la via Emilia, e uno alla rotonda della provinciale 234 proprio di fianco al supermercato Lidl che ieri, per inciso, mostrava in tutta la sua efficacia gli scaffali semivuoti dopo l’assalto della clientela avvenuto in giornata. I poliziotti delle volanti hanno piazzato la vettura di servizio in mezzo alla carreggiata fermando le poche auto che transitavano, dando anche indicazioni di massima. Blocchi anche a Maleo, nei pressi dell’Arco Trecchi alle porte del paese, e a Fombio, lungo la provinciale 20. Ma la cintura di protezione vera e propria si stringerà attorno ai dieci comuni solo nelle prossime ore. Le misure operative, sulla base delle indicazioni fornite dal decreto del Consiglio dei ministri, sono state individuate nel corso di una riunione al Viminale presieduta dal capo della Polizia Franco Gabrielli con i responsabili di tutte le direzioni centrali del Dipartimento di pubblica sicurezza e, in collegamento, i prefetti di Lodi Marcello Cardona e di Padova Renato Franceschelli (per il Comune di Vò Euganeo).

La prima decisione è stata quella di inviare 500 uomini di tutte le forze di polizia e delle forze armate nelle zone del Lodigiano e di Vò Euganeo, che si andranno ad aggiungere al personale già in servizio. Si tratta di poliziotti, carabinieri, finanzieri e militari dell’Esercito che dovranno garantire 24 ore al giorno il presidio dei 35 varchi d’accesso alla zona rossa. Il provvedimento di Palazzo Chigi dispone il "divieto di allontanamento" per tutti, a eccezione di chi è impegnato nei servizi essenziali e di pubblica utilità. Non è invece vietata la mobilità all’interno delle aree focolaio, ferme restando la necessità di rispettare le indicazioni delle autorità e del ministero della Salute. Il resto della Lombardia è invece zona gialla, e in quest’area varranno le regole dettate ieri sera da un’ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana e dal ministro della Salute Roberto Speranza. Eccole: sospensione di tutte le manifestazioni, in lungo pubblico o privato, di carattere culturale, ludico, sportivo e religi oso; chiusura di tutte le scuole, dai nidi ai corsi di specializzazione; musei, cinema e altri luoghi della cultura (compresi teatri come Scala e Piccolo) chiusi fino a nuovo ordine; bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento off limits dalle 18 alle 6; stop nel weekend agli esercizi commerciali presenti in centri commerciali e mercati; chiusura delle manifestazioni fieristiche.