PAOLA ARENSI
Cronaca

Nel doppio fondo dell’auto contanti e un iPhone contraffatto: tre denunciati

Il sequestro è scattato dopo un comune controllo a una autovettura

Il materiale sequestrato dalla polizia

Il materiale sequestrato dalla polizia

Lodi, 21 aprile 2024 - Sull'auto 1700 euro in contanti e un cellulare contrafatto, tre denunciati allontanati da Lodi. I tre romeni indagati, portati in questura per l'identificazione, sono stati controllati dalla Polizia di Stato, a bordo di una BMW, mentre si trovavano a Lodi. Le persone in viaggio sul veicolo non hanno saputo giustificare la loro presenza in città e questo ha insospettito gli agenti, che hanno voluto vederci chiaro.

I poliziotti della Questura di Lodi, nell’ambito dei servizi ordinari di controllo del territorio, hanno quindi denunciato i tre romeni per il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. 
Contestualmente, la Divisione Anticrimine della Questura, ha emesso altrettante misure di prevenzione nei confronti dei soggetti coinvolti, ritenuti socialmente pericolosi, perché tutti gravati da precedenti di polizia. Fatti concernenti reati contro il patrimonio. Sono stati quindi tutti allontanati dalla città, con foglio di via, per tre anni. Si tratta di persone note alle forze dell'ordine
per i reati di truffa ed introduzione nello Stato di prodotti contraffatti, con specifico riferimento a telefoni cellulari.
I guai per loro sono iniziati quando la squadra mobile della polizia ha scoperto, all’interno della vettura, sottoposta a perquisizione, un doppio fondo degli interni. Custoditi nello scrigno, c'erano un telefono cellulare Apple I phone 15 Pro Max, confezionato e sigillato, alcune fatture di vendita, presumibilmente contraffatte e la somma di 1.700 euro in contanti. Oggetti e banconote di cui i soggetti non sono riusciti a giustificare la provenienza. Il tutto è stato quindi sequestrato, come materiale probatorio.
Gli accertamenti successivi hanno consentito agli investigatori di accertare la contraffazione del dispositivo elettronico, che, secondo la polizia, i malfattori in futuro avrebbero utilizzato per mettere a segno una truffa ai danni di un eventuale acquirente.