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11 feb 2022

Niente più mascherine all’aperto. A Codogno e Lodi vince la prudenza

Il sindaco Passerini: "Vediamo la fine, ma manteniamo cautela". Un anziano: mi sento più sicuro a indossarla

paola arensi e carlo d'elia
Cronaca
Due passanti ieri mattina per le vie del centro di Lodi. Nonostante il via libera alla possibilità di non indossare la mascherina si proteggevano ancora naso e bocca
Due passanti ieri mattina per le vie del centro di Lodi. Nonostante il via libera alla possibilità di non indossare la mascherina si proteggevano ancora naso e bocca

Codogno (Lodi) -  L’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, da ieri, non c’è più. Tuttavia i codognesi, che ben ricordano i tragici giorni di febbraio e marzo 2020 dopo che nell’ospedale cittadino di viale Marconi fu individuato il “paziente uno” e dopo poche ore scattò la zona rossa in tutto il circondario, restano in gran parte prudenti. "Oggi, per le strade e al mercato, diverse persone la portavano per sentirsi più sicuri, come è lecito e magari consigliato per i più fragili – testimonia il sindaco Francesco Passerini –. Altri però si sono invece sentiti liberi di non indossarla. Qui iniziamo infatti a vedere la fine del tunnel e questo è bellissimo. Il Covid fortunatamente sembra essere diventato un male curabile, una sorta di influenza. Molti non hanno più nemmeno i sintomi. Sperando sia sempre così, mi dico sollevato. Credo sia stato tutto merito del vaccino".

Del resto si stanno svuotando anche il punto tamponi del quartiere fieristico, in viale Medaglie d’oro e il centro vaccinale al palazzetto dello sport. E potrebbero essere chiusi a breve. Anche se su questo, al momento, non ci sono conferme. "In città abbiamo una copertura vaccinale importante (l’83,85% della popolazione ha fatto la seconda dose, 12.778 seconde dosi uniche, 9.432 dosi boster, su una popolazione di 15.240 abitanti) e le misure attuali, che sono state prese su consiglio di organi sanitari di rilievo, come il Comitato tecnico scientifico, tengono conto della situazione generale e di determinate condizioni. Quindi direi che possiamo fidarci, ricordando però di indossare le mascherine al chiuso e prestare sempre una certa cautela che non guasta mai".

Prudenza anche nel capoluogo. A Lodi, ieri mattina nonostante la possibilità di non indossare più all’aperto quello che era stato il primo strumento di difesa dal virus, per le vie del centro ancora molti la tenevano sul volto. Solo pochi l’avevano riposta in tasca o legata al polso. La paura del contagio è ancora forte. Anche perché la quarta ondata di poche settimane fa ha colpito duramente il territorio con migliaia di contagi in poche settimane. "La pandemia non è finita e lo sappiamo bene - testimoniava un anziano a passeggio in piazza della Vittoria con la mascherina Fpp2 a proteggere le vie respiratorie e la bocca -. Io personalmente mi sento più sicuro a indossarla. Sono vaccinato con tre dosi, ma la mascherina per ora non la abbandono. Sappiamo bene cosa è accaduto qui a Lodi quasi due anni fa. La paura è stata tanta". Nel territorio intanto l’indice Rt è stabile a 0,8, praticamente lo stesso della scorsa settimana. Bene anche il numero dei contagi ogni 100mila abitanti: dall’analisi della Fondazione Gimbe nell’ultima settimana nel Lodigiano sono stati registrati 730 casi ogni 100mila abitanti (quasi 5 volte di meno rispetto a inizio gennaio).

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