Guerra ai bracconieri del fiume Po
Guerra ai bracconieri del fiume Po

Lodi, 11 luglio 2019  –  Bracconaggio nel fiume Po: nei 166 punti di attracco potenzialmente utilizzati per le attività illegali e censiti lungo tutta l’asta del grande fiume, tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, 106 sono nella nostra regione e di questi ben 46, il numero più elevato, sono nel Lodigiano; altri 42 sono nel Pavese; quindi 13 a Mantova e 7 a Cremona. «Le attività di pesca illegale hanno contribuito a indebolire la biodiversità nel Po e a diminuire il numero di esemplari di specie autoctone, come lo storione e l’anguilla.

Per questo  vogliamo intervenire con decisione e in maniera coordinata affinché vengano tutelata la fauna e le attività di pesca legale - hanno dichiarato gli assessori regionali con delega alla Pesca di Lombardia ed Emilia-Romagna, Fabio Rolfi e Simona Caselli, ieri mattina, a Palazzo Lombardia durante la presentazione dei dati al tavolo interregionale triennale concertato con le prefetture di Milano, Torino, Venezia e Bologna e l’autorità di bacino del fiume Po -. Ora faremo una verifica su questi 166 punti di attracco per capire quali siano già utilizzati e concentrare meglio le energie».

Il piano operativo prevede entro la fine di agosto l’elaborazione di una mappa interattiva che sarà messa a disposizione delle prefetture per il monitoraggio dei siti; quindi un potenziamento delle forze di polizia, provinciali e locali, anche con adeguamento delle attrezzature per il controllo notturno e la navigazione, allo scopo di monitorare i punti di imbarco pesca, sbarco e sosta degli automezzi di appoggio che si ritengono vengano utilizzati nell’attività di bracconaggio. «E’ essenziale riuscire a fornire alle forze dell’ordine uno strumento innovativo per consentire di intervenire in modo mirato ed efficace - ha aggiunto il segretario generale dell’Autorità di Bacino, Meuccio Berselli -. Stiamo ultimando una rilevante attività di analisi nel dettaglio delle necessità; il documento elaborato diventerà a breve un mezzo prezioso per intervenire. Chi avrà il compito di vigilare per scongiurare il grave fenomeno del bracconaggio nel Po potrà contare su conoscenze approfondite del territorio e tecnologie digitali avanzate». Gli altri attracchi censiti sono 8 a Ferrara, 14 a Parma, 16 a Piacenza, 11 a Reggio Emilia, 9 a Rovigo.