
Studenti all’uscita dall’Itis Cesaris
La Provincia di Lodi fa un primo passo verso la realizzazione del sogno della “cittadella degli studi” attorno all’Itis Cesaris di Casalpusterlengo: nei giorni scorsi, infatti, ha affidato ad uno studio di architettura milanese l’incarico di mettere nero su bianco la redazione di un masterplan che abbia come obiettivo il potenziamento e la riorganizzazione funzionale del plesso di viale Cadorna che ormai “scoppia” di studenti (oltre 1.300 iscritti) e personale didattico e non. L’idea, come recita la dicitura dell’incarico ai professionisti, "è il raggiungimento dell’integrazione fisica e funzionale fra l’istituto scolastico, il vicino Parco della Montagnola, l’ex Consorzio Agrario, di proprietà privata e posizionato di fianco, per cui è in programma la trasformazione urbana secondo i dettami del piano di governo del territorio, con l’obiettivo di definire un sistema urbano coeso e unitario, connesso con il quartiere e la città". In poche parole, l’idea è quella di creare una vera e propria cittadella studi con nuovi spazi per la didattica dell’Itis ed anche un nuovo sistema viabilistico e di connessioni. Era da tempo che il progetto era stato abbozzato e condiviso tra le varie realtà pubbliche del territorio; la Provincia lo ha inserito all’interno dell’attuale percorso di adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) e dunque ora l’iter ha formalmente inizio. Per il sindaco Elia Delmiglio "finalmente si comincia" e l’incarico progettuale è "l’inizio di un percorso che abbiamo sostenuto fin da subito".
Per il primo cittadino "questo masterplan ci darà in mano un’idea progettuale che ci consentirà di lavorare sull’individuazione dei finanziamenti idonei per concretizzare l’iniziativa". Secondo Delmiglio, si tratta di "un progetto che guarda al medio e lungo periodo, necessario per soddisfare le esigenze della scuola e e per fornire nuove offerte formative. Dal punto di vista urbanistico invece in quell’area vediamo come naturale lo sviluppo di una città studi che sia un punto di riferimento per l’intera provincia lodigiana".