Vanessa, l’impiegata con Dna da sportiva: "I monti? La mia felicità"

ORIGGIO "Istantanea di felicità". Così Vanessa Gatti (nella foto) aveva postato sui social ciò che più amava: la montagna insieme...

Vanessa, l’impiegata con Dna da sportiva: "I monti? La mia felicità"
Vanessa, l’impiegata con Dna da sportiva: "I monti? La mia felicità"

"Istantanea di felicità". Così Vanessa Gatti (nella foto) aveva postato sui social ciò che più amava: la montagna insieme al suo cane, fedele compagno di scarpinate in quota. Non poteva immaginare quello che sarebbe successo nella prima domenica del 2024, quando una slavina ha trascinato via la sua vita, quella del suo amico a quattro zampe e dell’altro amico che era salito con lei sulle montagne della val Formazza. Trent’anni, impiegata e sportiva, appassionata di cross fit e della montagna, quella fuori dal turismo di massa dove andare a rilassarsi in compagnia di amici. "Ciao Vanessa, nel grande dolore l’unico piccolo conforto è che stavi facendo ciò che tanto amavi...che la terra ti sia lieve" ha scritto l’amico Daniele sui social. La famiglia originaria di Turate, lei si era spostata da poco ad Origgio, ma quando poteva tornava sui monti che amava.

Nel 2021 Vanessa e Roberto avevano fatto una lunga escursione insieme proprio nella zona che avevano poi ripercorso, al termine della quale Biancon aveva voluto ringraziare pubblicamente la compagna di viaggio per la "bellissima esperienza", commentando: "È stato un sogno". Domenica, parcheggiata l’auto nel borgo di Riale, hanno fatto colazione al bar sul piazzale e si sono incamminati lungo la strada che sale al rifugio Maria Luisa. Per raggiungere il rifugio avevano dovuto scavalcare il cumulo di una valanga caduta nei giorni scorsi. Dal rifugio hanno proseguito verso la diga del lago Toggia e dopo la casa dei custodi dell’invaso, gestito dall’Enel. Lì più avanti è scesa la slavina con un fronte di 30 metri. Vanessa è stata trascinata per una cinquantina di metri finendo nel lago. Suo il primo corpo ritrovato verso mezzogiorno da un cane. Dopo una ventina di minuti i soccorsi hanno ritrovato il corpo di Roberto, sotto un metro e mezzo di neve, con le vie respiratorie libere. è stato ucciso da un trauma violento, forse per iperestensione della colonna vertebrale. Ch.S.