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20 gen 2022

Legnano, è emergenza sfratti: un centinaio di famiglie in allarme

Finiranno per bussare alle porte del Comune alla ricerca di una sistemazione temporanea

20 gen 2022
paolo girotti
Cronaca
L’emergenza sfratti nell’Alto Milanese mobilita anche le forze dell’ordine
L’emergenza sfratti nell’Alto Milanese mobilita anche le forze dell’ordine
L’emergenza sfratti nell’Alto Milanese mobilita anche le forze dell’ordine
L’emergenza sfratti nell’Alto Milanese mobilita anche le forze dell’ordine

Legnano (Milano) - Un centinaio di famiglie che, con tutta probabilità, finiranno per bussare alle porte del Comune per far fronte a una situazione divenuta insostenibile: è questa il quadro che potrebbe presto venirsi a creare ora che il blocco degli sfratti è ormai da considerare come un lontano ricordo e ora che le situazioni di difficoltà abitativa "congelate" dovranno gioco forza esplodere.

Un quadro imprevedibile? Tutt’altro, non solo perché gli effetti del congelamento degli sfratti era chiaro si sarebbero esauriti, ma anche perché il Comune di Legnano – al quale è stata comunicata questa possibile emergenza numerica - ha già dovuto affrontare numeri simili anche in passato. Nel 2017 i soggetti che si erano rivolti direttamente al Comune per cercare di trovare una soluzione allo sfratto erano stati 58, nel 2018 erano diventati 91, e nel 2019 addirittura 111, mentre nel 2020 erano scesi a 9 anche in virtù del "blocco". Il dato va considerato tenendo conto che la medesima famiglia si può essere ripresentata per più anni consecutivi. L’intervento del Comune consiste prima di tutto in una mediazione e in un aiuto economico per "sfuggire" allo sfratto: in seconda battuta, si passa al reperimento di una soluzione di housing abitativo temporaneo che possa permettere alle famiglie sfrattate di trovare una diversa collocazione in tempi brevi.

Legnano da ottobre 2021 a oggi ha aiutato otto famiglie che si sono rivolte ai servizi a ricomporre il problema col padrone di casa, arrivando a evitare lo sfratto: in cinque casi la mediazione, con aiuto economico annesso, è stata invece rifiutata dal padrone di casa. Per l’housing temporaneo, il Comune ha un sistema " a fisarmonica" per il quale "l’offerta/disponibilità di housing temporaneo è adeguata alle necessità" così che "a tutte le persone o nucleo che presentassero necessità di essere accolti, viene data risposta".
 

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