Il sindaco Alberto Centinaio
Il sindaco Alberto Centinaio

Legnano, 4 maggio 2016 - Cinque anni di ricovero improprio in una struttura ospedaliera, con un costo che l’azienda vuole ora recuperare, chiedendo ai responsabili una cifra che si aggira intorno ai 200mila euro: la vicenda, che è diventata pubblica solo in questi giorni, ha come scenario l’azienda ospedaliera di Legnano e ha inizio nell’aprile 2010.

In quell'anno viene infatti ricoverato un paziente affetto da una patologia degenerativa, il quale, come i medici verificano fin da subito, dovrebbe avere come destinazione naturale una Rsa per la lunga degenza e non un ospedale. La questione viene sottoposta al primo tutore del malato e poi, per cinque anni di fila, agli altri tutori nominati che si succederanno nella gestione della persona ricoverata, incapace di intendere e di volere. Tutti tentativi vani, perché nessuno dei tutori deciderà di agire in questa direzione, mentre l’ospedale non può certo «mettere in strada» la persona comunque malata. Qualche ingranaggio, evidentemente molto arrugginito, fa sì che si arrivi sino al gennaio del 2015 per poter assistere a una svolta nella vicenda.

Il giudice a quel punto nomina come tutore del malato il sindaco di Legnano, Alberto Centinaio e la vicenda viene risolta: non passano neppure quindici giorni e il paziente viene trasferito dall’ospedale ad una Rsa dove può continuare la degenza nelle condizioni migliori dettate dalla sua situazione. Sistemata la questione, però, l’azienda ospedaliera non dimentica quanto accaduto in questi cinque anni: il primo atto formale è quello di chiedere all’attuale tutore, e dunque al Comune di Legnano, il pagamento della lunghissima e ingiustificata permanenza del paziente nella struttura ospedaliera. Il conto, per i cinque anni, ammonta a circa 100mila euro, ai quali aggiungere altri 100mila di «mancato guadagno». Il Comune di Legnano ha ora dato incarico a un avvocato con un obiettivo simile a quello dell’azienda ospedaliera: «Richiedere al Tribunale la chiamata in causa dei precedenti tutori e protutori».