Raddoppio della Rho-Parabiago, i cittadini fanno appello: “No a 4 anni di cantiere”

I cittadini si rivolgono al Consiglio di Stato. Ad aprile l’avvio dei lavori con termine nel 2026, ma la linea nel suo complesso sarà ultimata solo nel 2028

Una delle manifestazioni di protesta organizzate dal comitato contro il raddoppio dei binari della linea Rho-Parabiago

Una delle manifestazioni di protesta organizzate dal comitato contro il raddoppio dei binari della linea Rho-Parabiago

Il prossimo mese di aprile iniziano i lavori del raddoppio ferroviario Rho-Parabiago con termine per il 2026, ma la linea nel suo complesso sarà terminata solo nel 2028. Il comitato Rho-Parabiago in questi giorni ha dichiarato di adire al Consiglio di stato per bloccare l’inizio del cantiere. "Si tratta di una vera e propria sfida contro il tempo nei confronti di un intervento giudicato inutile e irrazionale e fortemente impattante".

In passato il Tribunale Amministrativo Regionale aveva rigettato due volte la richiesta di sospensione cautelare per bloccare temporaneamente l’intervento in attesa di un verdetto finale. Faremo appello al Consiglio di Stato auspicando che il secondo grado di giudizio possa ribaltare questa situazione di presunta trascuratezza".

Nei giorni scorsi è stata raccolta la procura per l’avvocato Bertolani. Il progetto prevede il raddoppio dei due binari tra Rho e Parabiago ed il terzo binario da Parabiago a Gallarate, in una seconda fase che si posticipa ormai sempre di più negli anni. Se i pendolari spingono per il potenziamento, i residenti frenano per paura dell’impatto che i lavori del progetto possono avere sul territorio specie nella zona fra Vanzago e Parabiago, ma anche nei pressi di Legnano.

Il progetto era stato incluso nel Pnrr e verrà finanziato con 643 milioni di euro. Per i nuovi binari diverse case dovranno essere abbattute. Dal 2009 l’azione del comitato che nel 2012 era riuscito a bloccare il progetto. Ora inizia una raccolta fondi per una nuova battaglia legale. Dalla parte opposta della barricata la politica tra Alto Milanese e Varesotto e i comitati pendolari perché l’opera consentirebbe di rendere più fluido il traffico dei treni.