Legnano, fondi ridotti alla disabilità. Le associazioni: “Protesteremo sotto Palazzo Lombardia”

Luciano Lo Bianco, presidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, va all’attacco: “L’assessore regionale ci ha proposto una riduzione dei tagli, neppure per tutte le famiglie. Così non va”

Luciano Lo Bianco, presidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare

Luciano Lo Bianco, presidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare

Legnano, 5 marzo 2024 – “Lasciamo che si scaldino un po’ le giornate e poi andremo a protestare: la mobilitazione, sotto Palazzo Lombardia, sarà fra marzo e aprile". Luciano Lo Bianco, presidente Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) è amareggiato. A metà febbraio, l’associazione di via Colli di S.Erasmo è stata fra i firmatari (con una cinquantina di associazioni lombarde) di una richiesta a Regione Lombardia, finalizzata a ottenere impegni certi rispetto alla modifica della dgr 1669 del 28 dicembre 2023. La delibera prevede infatti una riduzione delle risorse destinate alle misure di assistenza indiretta (B1 disabilità gravissima e B2 disabilità grave), che rappresentano un sostegno essenziale per le famiglie e che sono finanziate con il Fondo nazionale per la non autosufficienza (Fna) e con fondi regionali.

Non abbiamo ricevuto alcun impegno da parte di alcuno, né sulla eventuale richiesta di proroga della attuazione del Piano nazionale non autosufficienza, né sulla implementazione dei fondi regionali che consentirebbero di annullare i tagli medi dei contributi del 32% per la misura B1 (con punte del 47%) e del 75% per la misura B2 per i caregiver, previsti dal 1° giugno, che avrebbero conseguenti devastanti sulle famiglie", denuciavano a febbraio le associazioni. E chiedevano risposte entro fine mese.

"Mercoledì abbiamo incontrato l’assessore regionale alla Disabilità, Elena Lucchini - dice Lo Bianco -, ma le proposte ricevute sono per noi inaccettabili. I tagli verrebbero in parte ridotti ma non annullati, e nemmeno a beneficio di tutte le famiglie, ma solo per alcune. La Regione non stanzierà alcun fondo aggiuntivo, rispetto a quanto prospettato a dicembre. Gli unici contributi recuperabili deriverebbero da una ‘concessione ministeriale’, che renderà più lenta l’implementazione dei servizi con il travaso, o meglio lo scippo, del fondo caregiver: oltre 4 milioni di euro, già destinati ai caregiver, che verranno usati per compensare la mancanza di fondi regionali aggiuntivi".

Le preoccupazioni sono enormi. "Da giugno le famiglie delle persone con disabilità grave rischiano di vedersi decurtato del 23% il contributo mensile di 400 euro - aggiunge il presidente Lo Bianco -. Nell’impossibilità di provvedere ai propri cari, il rischio è che finiscano nelle rsa. Vogliamo sensibilizzare i sindaci per ottenere il loro supporto".