Il centro di accoglienza la Vincenziana di Magenta
Il centro di accoglienza la Vincenziana di Magenta

Magenta (Milano), 5 gennaio 2019 - Decreto Sicurezza, una rivoluzione. Anche per Magenta dove il vicesindaco e assessore alla materia Simone Gelli è più che soddisfatto di un documento che, secondo la sua opinione, migliorerà le cose. Perché il Decreto Sicurezza avrà delle inevitabili ripercussioni in una città come Magenta dove, da oltre 4 anni, vengono ospitati cento richiedenti asilo alla ex Vincenziana. Di questi coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato non sono più di una decina, per gli altri è stato garantito il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ma cosa accadrà ora visto che tale istituto è stato abrogato? «Coloro che non verranno riconosciuti come rifugiati usciranno dal programma di protezione – spiega – ci sarà un decreto di espulsione nei confronti delle persone che non godranno di tale status». Il permesso per scopi umanitari è temporaneo, quindi alla scadenza c’è da ritenere che molti si troveranno in mano il foglio di via. È lo stesso Decreto Sicurezza ad avere previsto un incremento notevole delle espulsioni.

«Il relativo fondo - aggiunge Gelli – è stato triplicato e portato da 500mila a un milione e mezzo di euro. Attenzione però - continua l’assessore – con questo decreto i permessi per scopi umanitari vengono sostituiti da quelli speciali, ovvero vengono contemplate alcune fattispecie che permetteranno la concessione del permesso. Tra queste vi sono i motivi di salute per esempio. Chi ha necessità di essere curato continuerà a ricevere le cure necessarie». Si preannuncia un giro di vite sui permessi di soggiorno per scopi umanitari, quindi. Istituto che è diventato praticamente la regola, anche se dovrebbe essere concesso solo in casi particolari. Sono tantissimi i ragazzi che vivono alla ex Vincenziana che hanno in tasca tale permesso. «

È un decreto nel quale mi riconosco in pieno e che porterà miglioramenti notevoli – aggiunge –. Chi si macchierà di gravi reati vedrà decadere la protezione internazionale. Inoltre è stato allungato a 180 giorni il tempo necessario per trattenere gli stranieri nei centri di permanenza per il rimpatrio. Tutte cose che ci toccano da vicino visto che ospitiamo da oltre 4 anni più di cento giovani, molti dei quali non hanno ancora un verdetto definitivo sulla loro condizione».

Gelli è soddisfatto del decreto perché va a toccare da vicino anche le questioni che riguardano la polizia locale. Dalla possibilità di usare il taser per gli agenti al braccialetto elettronico per i reati di Stalking e maltrattamenti in famiglia. Ma non solo. «È stato ampliato l’istituto del Daspo urbano - conclude Gelli - che recentemente abbiamo utilizzato anche noi con diversi allontanamenti dal parcheggio di fronte all’ospedale. Un Daspo con diverse limitazioni quello precedente che oggi trova una ben maggiore possibilità di essere applicato».