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14 giu 2022

Omicidio-suicidio a Vanzaghello: è mistero. Al setaccio le chat della coppia

Ancora ignoto il movente della tragedia: Daniela avrebbe esploso un colpo alla tempia di Franco per poi spararsi e infine lasciarsi cadere nel vuoto

14 giu 2022
paolo girotti
Cronaca
Daniela Randazzo ha sparato un colpo alla tempia di Franco Deidda e poi si è gettata nel vuoto
Daniela Randazzo
Daniela Randazzo ha sparato un colpo alla tempia di Franco Deidda e poi si è gettata nel vuoto
Daniela Randazzo

Vanzaghello (Milano) - Si continua a scavare nelle chat custodite nei telefoni di Franco Deidda e Daniela Randazzo per cercare di ricostruire cosa abbia condotto all’omicidio-suicidio consumatasi nel primo pomeriggio di sabato nella mansarda dell’appartamento di via Arno dello stesso Deidda: chiarita nella sostanza la successione degli eventi che ha condotto alla morte violenta dei due, infatti, è solo il possibile movente a mancare nella ricostruzione dei fatti al vaglio degli inquirenti. In questi giorni, dopo che la scena era stata cristallizzata per gran parte del pomeriggio di sabato e prima dell’arrivo della scientifica, gli inquirenti hanno sentito i testimoni dei fatti: i vicini di casa che potrebbero essersi accorti di qualcosa già nelle ore precedenti all’omicidio-suicidio, quanti hanno udito chiaramente il primo sparo proveniente dal revolver regolarmente detenuto da Deidda - istruttore di tiro che conservava numerose armi nella sua abitazione –, quel colpo partito dall’arma appoggiata alla tempia dell’uomo ancora sdraiato sul letto e avvertito come "ovattato"; è stato ascoltato chi, infine, ha visto Daniela affacciarsi al balconcino della mansarda per poi lasciarsi cadere nel vuoto da circa otto metri di altezza, dopo aver esploso un altro colpo dal revolver infine trovato vicino al corpo senza vita. Nel frattempo, mentre si scava per cercare il possibile movente, appare chiaro dove i due si siano conosciuti o quanto meno il luogo in cui spesso potrebbero essersi incontrati in passato. La donna lavorava infatti nelle segreteria dell’istituto comprensivo De Amicis di Busto Arsizio: lo stesso Deidda, a quanto risulta dalle testimonianze di chi lavora nella stessa scuola, era noto all’interno dell’istituto proprio per il suo lavoro di rappresentante nel campo dell’editoria scolastica e qui aveva conosciuto la donna qualche anno fa. Daniela, stimata per la sue capacità professionali e per l’atteggiamento sempre dimostrato sul posto di lavoro, mancava da qualche tempo ...

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