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2 apr 2022

Delitto Rescaldina, sangue nella casa dell’orrore: "Riscontri sulla confessione"

I Ris negli appartamenti della vittima e del suo assassino Davide Fontana: "Tutto accuratamente lavato, anche il palo cui la donna era legata prima del delitto"

paolo verri
Cronaca
I carabinieri del Ris all’interno del cortile e delle case dove vivevano la vittima e l’assassino A destra i militari accanto al palo usato nel delitto
I ris a Rescaldina

Rescaldina (Milano), 3 aprile 2022 - «Abbiamo trovato riscontri alle dichiarazioni dell’indagato nell’appartamento, sono state individuate tracce ematiche". Sono le parole del Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Carlo Nocerino, al termine dei primi a accertamenti dei carabinieri della Sezione Investigativa di Brescia avvenuti ieri mattina nell’appartamento di Carol Maltesi, trucidata nella sua casa di Rescaldina da Davide Fontana, suo vicino di casa che ha confessato l’omicidio. "La ricostruzione di come è avvenuto il delitto è ancora in itinere - ha aggiunto - L’indagato verrà interrogato nuovamente nei prossimi giorni". L’appartamento del delitto, ha raccontato il Procuratore, è stato totalmente ripulito dal killer. Anche il piano superiore, dove si trova il palo da lap dance a cui Fontana ha detto di aver legato Carol con la scusa di girare un video erotico, per poi colpirla a morte.

«È stato tutto accuratamente lavato, abbiamo trovato diversi stracci da periziare", ha precisato il Procuratore, mentre il congelatore dove il killer ha conservato il corpo della vittima dopo averla fatta a pezzi "era posizionato al piano di sotto, un freezer molto grande rispetto alla metratura del cucinotto". Stessi accertamenti sono stati svolti in casa di Fontana, dove Nocerino ha spiegato "sono state ricercate tracce ematiche e sequestrati device elettronici, che saranno analizzati". "L’unica cosa che posso dire è che fanno tristezza e tenerezza i tanti pupazzi che aveva in casa" Carol, forse per il suo bambino "o forse suoi", ha concluso il Procuratore. A carico di Fontana, ha concluso Nocerino "non sono emersi precedenti psichiatrici di alcun tipo".

Nell’ultimo interrogatorio l’assassino aveva ammesso le sue responsabilità. E confermato la tesi dell’omicidio passionale. Davide Fontana, 43 anni, non avrebbe cioè ucciso Carol Maltesi per un gioco erotico finito male, ma avrebbe sfruttato il rapporto sessuale estremo con una chiara intenzione. "Poiché non poteva accettare di vivere senza la ragazza che tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, gli aveva comunicato che intendeva lasciare Rescaldina e trasferirsi fra il Veronese, dove risiedeva il figlioletto, e Praga". È quanto ha infatti scritto il gip bresciano Angela Corvi nell’ordinanza di convalida del fermo del 43enne impiegato di banca reo confesso dell’omicidio della 26enne mamma di un bambino di sei anni. Uccisa, fatta a pezzi e i resti, conservati per due mesi in un congelatore, li ha poi gettati nel paese in provincia di Brescia che frequentava da bambino. "Si tratta di azioni che mostrano in maniera assolutamente lampante la ferma, pervicace, volontà dell’indagato di evitare le conseguenze delle sue gravissime azioni".

 

 

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