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29 mar 2022

Nell’impianto per il biometano già oltre 40 tonnellate di verde

I primi conferimenti dei camion nella struttura Forsu di via Novara: al via la fase produttiva

paolo girotti
Cronaca
L’inaugurazione due settimane fa
L’inaugurazione due settimane fa
L’inaugurazione due settimane fa

di Paolo Girotti

Dopo i discorsi di rito e il “giro turistico“ per i capannoni, l’impianto Forsu di via Novara ha aperto i battenti e iniziato a lavorare: dopo l’inaugurazione di due settimane fa, venerdì scorso sono iniziati i primi conferimenti e i camion della società che si occupa della raccolta hanno varcato la soglia del nuovo impianto legnanese gestito da Asja Ambiente, dando ufficialmente il via alla fase produttiva.

Quando la struttura sarà a piena forza, qui arriveranno ben 52.400 tonnellate all’anno di rifiuti totali (40mila di Forsu e 12.400 di sfalci verdi) dai quali ricavare 14mila tonnellate di compost di qualità e 4 milioni di metri cubi annui di biometano che, immesso nei canali di distribuzione, si stima possa soddisfare il fabbisogno di 2.857 famiglie, con un risparmio pari a 3.280 tonnellate di petrolio.

Il nuovo corso ha preso il via venerdì mattina alle 8, quando sulla pesa a ponte ubicata all’ingresso è transitato il primo camion carico di verde: oltre 2 tonnellate di sfalci provenienti dal vicino Comune di San Giorgio su Legnano. Nel corso della stessa giornata sono stati poi effettuati altri conferimenti dal territorio di Legnano e ieri, con la ripresa dell’attività, dopo la pausa del fine settimana, i portavoce di Amga riferivano che erano già state superate le prime 40 tonnellate di verde.

Il materiale portato al centro di via Novara in questi giorni resterà stoccato all’interno del capannone sino all’8 aprile, data in cui si prevedono i primi conferimenti della Forsu vera e propria, ossia della frazione organica dei rifiuti: da quel momento in poi potranno partire le lavorazioni. "Mentre il digestato della frazione organica ha la funzione di “matrice principale“, il verde riveste il ruolo di “strutturante“ – ha spiegato l’ingegner Massimo Moda, responsabile dell’impianto, per dare un significato a questo mix di rifiuti –. Viene, cioè, miscelato alla Forsu e tale miscela è poi sottoposta a un pretrattamento, finalizzato a rimuovere tutte le parti non compostabili".

Questo scarto, che in gergo tecnico è definito sovvallo, è ricoverato, non rientrando nel processo di lavorazione, in appositi cassoni per essere poi avviato allo smaltimento finale. I test merceologici e le analisi chimiche che Aemme linea ambiente ha effettuato in questo periodo su campioni di verde e di umido provenienti da tutte le piattaforme che gestisce (i test e le analisi saranno poi ripetuti ogni sei mesi) sono proprio finalizzati a saggiare la qualità del rifiuto.

"Il mese prossimo – ha spiegato ancora Moda – partiremo con l’inoculo del digestore, operazione che consiste nell’inserimento, all’interno dello stesso, di digestato prelevato da altri impianti già funzionanti. Tale digestato contiene la flora batterica necessaria per attivare il processo biologico di digestione anaerobica e, quindi, la produzione di biogas".

Secondo l’accordo con Amga spa, la società che attraverso Ala si occupa della raccolta rifiuti in numerosi comuni del territorio, l’impianto sarà gestito nei prossimi 22 anni da Asja ambiente, società piemontese che si è fatta carico di realizzare l’impianto con un investimento da circa 20 milioni di euro.

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