Nelle baraccopoli di Nairobi. Nove ragazzi dell’oratorio in mezzo alla povertà estrema

In Kenya coi giovani che sopravvivono mangiando i rifiuti delle discariche. Un’esperienza che li ha segnati: "Noi abbiamo tutto eppure siamo infelici".

Nelle baraccopoli di Nairobi. Nove ragazzi dell’oratorio in mezzo alla povertà estrema

Nelle baraccopoli di Nairobi. Nove ragazzi dell’oratorio in mezzo alla povertà estrema

"Ritornare in Italia non è stato facile. L’incontro con padre Maurizio e i ragazzi di Nairobi? Un’esperienza indimenticabile". Nove giovani della parrocchia di Busto Garolfo hanno scelto di trascorrere parte delle loro vacanze invernali lontano dalle piste da sci o dalle spiagge di qualche località tropicale per andare nella missione di padre Maurizio Binaghi a Nairobi, in Kenya, tra i ragazzi che vivono quotidianamente il dramma della povertà e dell’emarginazione. Insieme al responsabile della Pastorale giovanile don Giovanni Patella hanno trascorso nove giorni immersi in una realtà disumana, fatta però di tanta speranza grazie anche alla presenza dei missionari comboniani.

La baraccopoli di Korogocho alla periferia di Nairobi è stata la loro destinazione, e l’immensa discarica di rifiuti dove brulicano centinaia di disperati alla ricerca di cibo la loro meta. Ragazzi e ragazze abusati dai propri familiari, venduti ancora giovanissimi o addirittura oggetto di ogni tipo di sevizie per accelerarne la fuga dal contesto familiare, o addirittura la morte, sono stati per giorni i compagni di viaggio di Sara, Gytis, Marco, Gabriele, Leonardo, Marta, Camilla, Anita, Manuel e don Giovanni. Compagni di viaggio che accolti nel centro creato dal bustese padre Maurizio sono tornati a vivere e a sperare in un futuro migliore per loro e per le loro famiglie. "È incredibile – ha commentato Manuel – la differenza tra i nostri ragazzi che hanno tutto ma proprio tutto ciò che vogliono, e a volte sono infelici, e questi giovani che vivono la loro quotidianità nel possedere il più assoluto nulla ma ricchi di tanta speranza e voglia di riscatto". Un’esperienza che ha lasciato il segno e che i giovani hanno raccontato in una serata nella sala parrocchiale gremita di persone. Sui presenti ancora memori dei cenoni natalizi, il racconto dei giovani è arrivato come una doccia fredda che ha lasciato poco spazio alle attenuanti.

"Abbiamo visto situazioni tremende – raccontano – in un Paese dove quasi il cento per cento dei giovani ha fatto uso di droghe, dove si scava in una discarica per cercare i rifiuti commestibili scaricati dagli aerei e dove l’odore nauseabondo della fermentazione ti resta nel naso per giorni. In quei luoghi fiorisce però la speranza di farcela, di uscire dall’incubo con tanto desiderio di riscatto".