Moschino, lo stilista geniale di Abbiategrasso: “Dedichiamogli una via”

La petizione di un gruppo di associazioni locali a trent'anni dalla morte

Franco Moschino insieme a Giorgio Armani

Franco Moschino insieme a Giorgio Armani

Abbiategrasso (Milano) – Una via o una piazza di Abbiategrasso dedicata a Franco Moschino, stilista che ha fatto un pezzo di storia del costume e della moda negli Anni Ottanta e che proprio ad Abbiategrasso ha avuto i natali per poi “spiccare il volo”: è un gruppo di associazioni del territorio che chiede all’amministrazione comunale l’intitolazione di una via, una piazza in zona centrale oppure un parco o un luogo di cultura celebrando così i 30 anni dalla morte di Moschino, avvenuta nel 1994 quando lo stilista aveva solamente 44 anni.

“La ragione che ci muove a fare questa richiesta è certamente la genialità di un uomo che è originario di Abbiategrasso e che nella sua creatività ha sempre messo i valori che gli vengono dall'ambiente cittadino in cui ha mosso i primi passi e che lo hanno educato ad uno sguardo attento all'ambiente e ad una attenzione viva alla pace – spiegano i promotori dell’iniziativa nella lettera invia all’amministrazione comunale -. Franco Moschino è un genio di questa città e ha mantenuto il rapporto con il suo luogo natale, per questo è doveroso che in questa ricorrenza si scelga un posto dove ricordare a tutti chi è stato e che importanza continua ad avere la sua opera”.

Moschino, nato ad Abbiategrasso nel febbraio del 1950 e figlio di un proprietario di fonderia, era rimasto orfano da giovanissimo per essere poi cresciuto dai parenti. Con ambizioni diverse da quelle collegate all’attività di famiglia, Moschino avrebbe poi lasciato Abbiategrasso per frequentare l'Accademia di Brera e i corsi di moda all'Istituto Marangoni. Nella sua biografia, come ulteriore legame con il territorio, anche un paio di stagioni all’inizio degli anni Settanta nella compagnia de “I Legnanesi”, recitando ruoli sia maschili che femminili.

Dopo sette anni alla corte di Gianni Versace in qualità di disegnatore e altri step di avvicinamento, la svolta arriverà nel 1983 con la nascita del suo marchio, “Moschino Couture!”: lo stilista si sarebbe inserito di buon grado nel gruppo di creatori di moda “irriverenti” di quel periodo storico e il successo sarebbe arrivato fin da subito, avviando un decennio di sfilate e scelte controcorrente. Nel 1993 l’ultimo show, fatto per celebrare il decennio di attività, occasione in cui Moschino mandò sul palco persone vestite di bianco con al petto i nastri rossi dell’AIDS. Moschino sarebbe poi morto nel settembre dell’anno seguente, il 1994, per essere infine sepolto nella tomba di famiglia ad Abbiategrasso.

“Questa intitolazione vuole avere un significato anche per il mondo scolastico e i giovani – spiegano ancora i promotori dell’intitolazione - a cui è importante raccontare quello che Franco Moschino ha fatto praticamente dal nulla, così da far vedere che anche oggi si può fare molto prendendo coscienza del valore che si ha, proprio come ha fatto Moschino che ha creato un'impresa artistica di grande valore economico, non avendo alle spalle nessun capitale ma puntando sulle sue capacità e sulla sua voglia di conoscenza.

Un personaggio a tutto tondo che ha portato la sua genialità nel mondo attraverso l’impegno sociale alla lotta contro il razzismo; all’uso e al riuso di materiali sostenibili; dall’esaltazione delle scelte femminili alla denuncia degli eccessi della società dell’immagine; dalla provocazione alla rivisitazione della moda classica. Pioniere allora verso tematiche che ancora oggi, drammaticamente, ci ritroviamo in questo nostro mondo”.

L’iniziativa è promossa da un gruppo composta da Associazione Iniziativa Donna, Ordine E Libertà, Confcommercio – Associazione Territoriale di Abbiategrasso e Circondario, Associazione Artemisia, Associazione “Uno Sguardo Sul Mondo”, Gianni Mereghetti e Alberto Clementi.