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5 lug 2022

Magenta, bonus edilizia: frode da 14 milioni. La Finanza arresta due persone

Le indagini sulla creazione di crediti d’imposta fittizi: nessuno di loro aveva effettuato dei lavori

5 lug 2022
graziano masperi
Cronaca
Le indagini sono state avviate dal nucleo di polizia tributaria a partire da operazioni sospette a Parma
Guardia di Finanza
Le indagini sono state avviate dal nucleo di polizia tributaria a partire da operazioni sospette a Parma
Guardia di Finanza

Magenta (Milano) - Mattinata movimentata nella caserma della Finanza di Magenta: ieri sono state notificate ed eseguite due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di due magentini, nell’ambito di un’indagine partita dalla Procura di Parma. Con l’accusa di truffa aggravata, sono finiti a San Vittore un 33enne originario di Cosenza e un 45enne nato e residente a Magenta. Altri due arrestati in altre zone d’Italia e sequestro preventivo del credito d’imposta a carico di 5 persone.

Tutto è partito dalla segnalazione di due operazioni finanziarie sospette a Parma. Le indagini, avviate dal nucleo di polizia tributaria, sono arrivate a Magenta. L’attività illecita ha sfruttato il meccanismo dei bonus: dal bonus facciate all’ecobonus, dal superbonus 110% al bonus ristrutturazioni, al sisma bonus, tutti meccanismi da cui deriva la possibilità per il privato di usufruire di crediti di imposta. Ma alcuni soggetti, sfruttando le falle del sistema normativo (come ha precisato lo stesso gip nell’ordinanza) si dedicano alla creazione di crediti fittizi che poi utilizzano per cederli a terzi. Si arriva così alla monetizzazione cedendoli a enti appositamente autorizzati, che li utilizzano per compensare debiti verso l’erario.

In tale sistema, secondo la Procura l’uomo di 33 anni arrestato a Magenta avrebbe creato crediti fittizi per 13,9 milioni ceduti per 10 milioni alle 10 società da lui create e per la rimanente parte all’altro magentino arrestato. Che, a sua volta, ha ceduto a società da lui create. La Finanza ha accertato che una parte dei crediti è stata ceduta a Poste Italiane. Secondo la Procura la finalità ultima era la compensazione, prima ancora che la monetizzazione. Questo perché si tratta di soggetti che non hanno effettuato né beneficiato di lavori e mirano solo a ricavare profitti illeciti, piegando alle proprie esigenze l’istituto dei bonus.

"Risponderemo alle accuse in sede di interrogatorio di garanzia – ha detto l’avvocato Roberto Grittini che difende uno degli arrestati –. Quanto accaduto è solo la punta di un iceberg destinato a sciogliersi nel tempo".

 

 

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