L’allarme erosione delle sponde: "A ogni piena il pericolo aumenta"

In corrispondenza con l’ansa della Cascina Gallarata le esondazioni trovano solo terreni friabili. Il sindaco di Cuggiono: il sistema degli anni Settanta dal lato piemontese ci ributta indietro le acque.

L’allarme erosione delle sponde: "A ogni piena il pericolo aumenta"

Un’immagine aerea del tratto di fiume che scorre all’altezza di Cuggiono Com’è possibile notare una parte delle sponde è stata erosa dall’acqua

La piena di queste settimane del Ticino sta riportando d’attualità il tema dell’erosione delle sponde in corrispondenza con l’ansa della Cascina Gallarata. Il corso del fiume, poco più a valle della Padregnana, piega tutto verso sinistra e quando il livello delle acque sale, trova una barriera composta esclusivamente da terreni friabili che finiscono inghiottiti dalle acque. "Il problema – osserva il sindaco Giovanni Cucchetti – non è nuovo. A renderlo d’attualità a ogni piena è l’opera di regimazione idraulica realizzata negli anni Settanta sulla sponda piemontese, che non permette alle acque del fiume di spagliare da quella parte".

E ancora. "Per evitare che tutta la pressione del fiume in piena finisca addosso all’ansa della Gallarata, si dovrebbe permettere alle acque di spagliare nelle aree boschive della sponda piemontese, togliendo le difese create sulla sponda di destra del fiume, posizionando lo stesso materiale dall’altra parte. Non è certamente un lavoro che possiamo fare noi, anche perché ci sono competenze di più enti, a partire dalle due Regioni interessate, dai due parchi e dai Comuni. L’autorità che può intervenire è l’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po. Ho già segnalato loro il problema senza avere sinora avuto risposta. Anche oggi (ieri, ndr) ho scritto all’Aipo. Aspettiamo". A questa zona si arriva camminando o percorrendo in bicicletta il tracciato disegnato lungo l’argine del fiume, salendo dai parcheggi del ristorante Da Bruno per quasi un chilometro, o scendendo dalla Padregnana.

"Visto il pericolo che si sta creando, abbiamo posto divieti di transito lungo il sentiero. Ci sono punti dove la scarpata è alta anche sette metri", dice Cucchetti. Al momento altri pericoli non ce ne sono. La cascina è assai distante dalla sponda, così come le strutture alberghiere e ricreative Da Bruno e Ticino Blu, peraltro protette da blocchi di sasso che impediscono l’erosione dei terreni. L’unica infrastruttura vicina all’ansa interessata è un metanodotto interrato, che dista però 200 metri dall’area dell’erosione. Da un confronto tra le mappe catastali e i rilievi più recenti risulterebbe che nel corso degli anni il fiume sia penetrato nella sponda lombarda per ben 120 metri".