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17 mar 2022

La scoperta della natura nel Parco del Ticino

Ecosistemi, sostenibilità, biosfera, tutela dell’ambiente rappresentano le sfide attuali e future in cui l’uomo deve impegnarsi

Le verdi rive del fiume Ticino
Le verdi rive del fiume Ticino
Le verdi rive del fiume Ticino

Lungo le sponde del fiume Ticino sorge il primo parco regionale di Italia cioè il Parco Lombardo della Valle del Ticino, istituito nel 1974.

È il più grande Parco regionale italiano e il primo parco fluviale europeo. Il fiume Ticino sorge in Svizzera nei pressi del Passo della Novena, un valico alpino a 2478 m s.l.m. di altitudine che mette in collegamento la Valle di Goms nell’alto Vallese con la Val Bedretto. Il parco è diviso in due parti la piemontese e la lombarda, in quest’ultima bagna 47 comuni, che sono compresi tra il Lago Maggiore e il fiume Po, appartenenti alle province di Varese, Milano e Pavia per una superficie totale di 91800 ettari dei quali: il 59% costituito da aree agricole, il 22% da foreste, il 20% da aree urbanizzate e il 3% da reticolo irriguo.

Il tratto di fiume interessato si snoda per 110 km tra Sesto Calende e il Po, dal quale prendono vita numerosi canali artificiali utilizzati, in passato, per i trasporti oltre che per l’irrigazione. Il Ticino comprende un sentiero naturale che oltrepassa in modo verticale la Pianura Padana. È uno di quei fiumi che può dividere le acque intorno all’alveo principe, diminuendo i danni causati dall’erosione. Fondamentale è il rapporto tra il Parco e i suoi abitanti perché sono circa 50000 ettari le aree coltivate in cui operano 1250 aziende agricole che l’Ente coinvolge con proposte progettuali, informazioni e assistenza tecnica. Nel 2002 la Valle del Ticino è stata riconosciuta come Riserva della Biosfera MAB (Man and the Biosphere) ed è entrata, a pieno titolo, nella “Rete Globale delle Riserve di Biosfera” (WNBR – World Network of Biosphere Reserves). Il programma MAB è stato avviato dall’UNESCO negli anni ’70 allo scopo di promuovere una relazione equilibrata fra l’uomo e gli ecosistemi, creare siti per la ricerca, la formazione e l’educazione ambientale, oltre che l’attuazione di politiche mirate di sviluppo e pianificazione territoriale. La Valle del Ticino racchiude un insieme di ambienti naturali di diversi tipi come zone umide, rappresentate dal fiume; ambienti ripariali, da prati e brughiere; da vaste superfici di terreno coperto da alberi, così come da paesaggi coltivati che costituiscono ecosistemi caratteristici, tra i quali spiccano in particolare le risaie, di grandissima importanza per l’avifauna acquatica, che nidifica e migra in prati umidi da fieno, cioè le marcite.

L’estensione e la complessità di questi ecosistemi ha favorito la presenza di molti organismi viventi e numerose aree di sosta che facilitano la migrazione delle specie, rendendo il Ticino il più importante corridoio ecologico tra Alpi e Appennini, anello essenziale tra l’Europa continentale, il mar Mediterraneo e il nord Africa. All’interno del territorio si trovano anche cinque centri parco e, più precisamente, il Centro Parco Monte Diviso, l’Ex Dogana Austroungarica, La Fagiana, La Sforzesca e Geraci che rappresentano un punto di riferimento per gli abitanti per sensibilizzarli sul rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità.

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