“Il Sentiero del silenzio”. Il percorso di Liliana Segre inaugurato 80 anni dopo

L’8 dicembre 1943 la senatrice a vita tentò con il padre la fuga in Svizzera. Ma all’arrivo oltreconfine non trovarono la salvezza e furono respinti in Italia.

“Il Sentiero del silenzio”. Il percorso di Liliana Segre inaugurato 80 anni dopo
“Il Sentiero del silenzio”. Il percorso di Liliana Segre inaugurato 80 anni dopo

L’8 dicembre del 1943 Liliana Segre tentò insieme al padre la fuga dalla Valceresio alla Svizzera, passando per i boschi del Monte Orsa. All’arrivo oltre confine non trovarono però la salvezza: la senatrice a vita, allora 13enne, venne respinta e rimandata in Italia insieme al genitore. Esattamente 80 anni dopo è stato inaugurato ieri mattina il "Sentiero del Silenzio", che ricalca proprio il percorso affrontato dalla Segre. In un passaggio di testimone fortemente simbolico è voluto essere presente suo figlio, Alberto Belli Paci, che si è messo in marcia insieme alle tantissime persone intervenute nonostante il maltempo. La partenza è stata da piazza Albinola, cuore di Viggiù, dove si è svolto il taglio del nastro alla presenza dei sindaci. "Il terrore della Shoah è passato anche da qui: i nostri territori sono stati in prima linea ed è veramente fondamentale questo ricordo", ha detto il primo cittadino di Viggiù Emanuela Quintiglio. "Facciamo in modo che questo sia un cammino del silenzio, un cammino della memoria per ciascuno di noi", ha aggiunto Maurizio Zanuso, sindaco di Saltrio, dove il sentiero si conclude. Infine la vicina Clivio, con il sindaco Giuseppe Galli. "Noi non siamo parte del territorio del Monte Orsa, ma anche Clivio c’è sempre". A promuovere l’iniziativa del sentiero è stata l’associazione Amo - Amici del Monte Orsa, con Milena Rizzo che ha spiegato la scelta di dedicarlo al silenzio.

"Bisognava percorrere questi sentieri in silenzio per non farsi sentire e non essere trovati dalla milizia nazista". Alberto Belli Paci ha espresso grande gratitudine per "un’iniziativa che per me vuole dire tantissimo". Prima di mettersi in cammino ha spiegato di voler percorrere il sentiero proprio osservando il silenzio. "Voglio seguire la storia della mia famiglia - ha detto parlando della madre - è un’emozione profondissima perché mi consegna il testimone del passaggio del suo percorso verso la Svizzera, verso la fuga e il respingimento e l’inizio di questa spaventosa tragedia di famiglia". La comitiva ha quindi percorso i circa 4 chilometri del sentiero, prima sotto la pioggia e poi in cima accolti dalla neve. All’arrivo presso la big bench di Saltrio, a poca distanza dal confine svizzero, è stata posizionata un’installazione che simboleggia una dogana.