Gigi Riva, passione lilla. Dai primi gol alla festa: "Al Legnano auguro sempre di vincere"

La telefonata alla serata dei 110 anni della società l’ultima uscita pubblica. Qui ha militato tra 1962 e il 1963 in serie C segnando 5 reti. L’ex direttore sportivo: "La sua presenza un onore, sono commosso".

Gigi Riva, passione lilla. Dai primi gol alla festa: "Al Legnano auguro sempre di vincere"

Gigi Riva, passione lilla. Dai primi gol alla festa: "Al Legnano auguro sempre di vincere"

LEGNANO (Milano)

"Ho iniziato qui. Cosa auguro al Legnano? Di vincere, sempre". È stata l’ultima uscita pubblica di Gigi Riva. Poche parole, al telefono, lo scorso aprile, nella serata in cui la città e tanti nomi illustri del calcio festeggiavano i 110 anni dell’Ac Legnano 1913. L’allora direttore sportivo del Legnano, Eros Pogliani, tra i promotori di quella festa al teatro Tirinnanzi, non si nasconde: "Mi sono commosso alla notizia della scomparsa di Gigi Riva: ci ha onorato della sua presenza, intervenendo per alcuni minuti durante la serata in cui abbiamo ricordato i 110 anni di storia della società di cui lui rimarrà per sempre una leggenda, non avendo mai dimenticato nella sua vita che Legnano è stato il suo trampolino di lancio per una grandissima carriera". In quella telefonata breve ma commossa, Gigi Riva testimoniò il suo attaccamento alla maglia lilla, indossata in Serie C tra il 1962 e il 1963 (22 gare, 5 gol).

"Quella sera ci chiese del Legnano – prosegue Pogliani – del campionato di serie D, congedandosi poi con un incitamento alla squadra e rivolgendo un saluto ai tifosi presente in platea, che ricambiò con uno spontaneo e caloroso applauso. "La notizia della sua morte ci ha profondamente scosso: non dimenticherò mai la sua partecipazione alla festa, la volontà di poter dire qualcosa nonostante la lontananza fisica ma con una dimostrazione sincera di avere sempre il cuore vicino alla maglia lilla. Sono rimasto in contatto con il nipote Oscar e il figlio Nicola, che fu il gancio per la telefonata da Cagliari al fianco del padre". Riva calciatore è stato un’icona "per la mia generazione che ha avuto la grande fortuna di vederlo con la Nazionale o col Cagliari a San Siro contro l’Inter: per me rimane sicuramente uno dei giocatori più forti nella storia del calcio. Il suo sinistro metteva in difficoltà qualsiasi portiere, aveva una straordinaria potenza in quel piede e una forza fisica in grado di mettere in apprensione le retroguardie avversarie". Il ricordo, infine, va al Riva dirigente della Nazionale. "Come team manager degli azzurri l’ho sempre ammirato per i commenti pacati, un vero signore dentro e fuori dal campo, ben voluto da tutti i giocatori della Nazionale, cui ha dato tantissimo. Perdiamo con la sua scomparsa un grande campione dello sport e un grande uomo".