Freddo nelle case Aler di via San Fedele a Castano Primo
Freddo nelle case Aler di via San Fedele a Castano Primo

Castano Primo (Milano), 7 gennaio 2020 - Negli appartamenti delle case Aler di via San Fedele 2 a Castano Primo, nella zona a nord della ferrovia, è tornato il freddo. Dopo un giorno e mezzo di relativo tepore, ieri mattina la caldaia non si è riavviata di nuovo dopo il fermo notturno lasciando al freddo tutte le 12 famiglie che abitano questo palazzo dell’Aler. "Abbiamo chiamato tutti l’Aler spiegando i nostri disagi, ma ancora nel pomeriggio non si à visto nessuno. È praticamente impossibile vivere in queste case" raccontano i residenti. "Siamo costretti a rimanere in un solo locale, dove abbiamo acceso una stufetta elettrica, con addosso giubbini e coperte" hanno confermato altri.

Nella giornata di domenica nelle case di via San Fedele si è recato anche il sindaco Giuseppe Pignatiello, che ha voluto rendersi conto di persona dei disagi che stanno vivendo questi suoi concittadini. "Ho trovato una situazione di estremo disagio - ha spiegato -. Ci sono dei caloriferi caldi in alto e freddi in basso (era domenica, giorno in cui l’impianto di riscaldamento funzionava, ndr). Ho chiamato subito l’Aler per sollecitare un intervento risolutivo. Questa mattina, con gli uffici comunali riaperti dopo le festività, farò altri passi ufficiali nei confronti della presidenza dell’istituto delle case popolari. Il presidente era stato negli anni scorsi a Buscate per una situazione di degrado in case Aler. Lo inviterò a visitare anche queste. Non c’è solo la caldaia che non funziona. Ci sono dei box che non possono essere usati, buche dove ci sono i pozzetti che scaricano acqua in fognatura. Una situazione di estremo degrado che non si può imputare agli inquilini".

"Non credo sia possibile lasciare tutte queste persone al freddo. L’Aler deve intervenire" ha aggiunto. Ancora ieri alcuni inquilini hanno lasciato il loro appartamento per andare a stare con i parenti in alloggi caldi. Ma non tutti hanno questa fortuna. Tra gli inquilini costretti a rimanere negli alloggi dove a fatica si raggiungono i 10-12 gradi ci sono numerose persone anziane e anche dei disabili. Una denuncia è già stata presentata ai carabinieri.