Le due strutture di Abbiategrasso e Rosate accolgono trentasei persone portatrici di handi
Le due strutture di Abbiategrasso e Rosate accolgono trentasei persone portatrici di handi

Abbiategrasso (Milano), 20 maggio 2020 - «Vorremmo riaprire da subito il Centro diurno, perché sappiamo che molte famiglie hanno difficoltà nel continuare ad accudire e gestire i ragazzi, ma senza garanzie come facciamo?". Lo dice Alberto Gelpi, presidente della fondazione Il Melograno che gestisce la struttura che accoglie durante il giorno ragazzi disabili e la comunità alloggio di strada Cassinetta. "Nessuno ci garantisce i tamponi. Addirittura una nostra dipendente che è a casa in malattia ha fatto il secondo tampone tre settimane fa e sta ancora aspettando l’esito. Quindi non può tornare in servizio. Non possiamo aprire se non abbiamo una garanzia sanitaria. Ma non sappiamo neanche come riaprire, quali standard adottare a tutela degli ospiti, perché non ci sono state indicate le linee guida di comportamento".

Dai primi di marzo i venti ragazzi ospitati nel centro diurno di Abbiategrasso e i 16 del centro di Rosate vivono in famiglia. E spesso solo con i loro genitori anziani. "Non li abbiamo lasciati soli. Stiamo garantendo alle famiglie un supporto psicologico grazie alla disponibilità dei nostri operatori che si mettono in contatto con loro. Sappiamo però che ci sono delle situazioni al limite, genitori che non sono più in grado di assisterli nelle 24 ore. Per questo sarebbe necessario riaprire al più presto il centro diurno" afferma Gelpi. La fondazione, in questo periodo e grazie alla disponibilità degli operatori, ha comunque garantito l’assistenza ai dieci soggetti che abitano nella comunità. "Abbiamo avuto un caso di infezione. Il soggetto è stato subito isolato e assistito nelle 24 ore da un gruppo che non ha più avuto contatti con gli altri ragazzi. Da qualche giorno, dopo ben 50 giorni di isolamento, abbiamo saputo che è completamente guarito e per noi è una grande soddisfazione".

La fondazione si è sobbarcata l’onere di fornire tutti i ragazzi e i volontari dei dispositivi di protezione. "Abbiamo ricevuto delle donazioni dalla Fondazione Ticino Olona, dall’associazione Emergenza e Solidarietà, dagli amici di Ellwangen. Ringraziamo Le Salamelle che ci hanno donato 3.200 euro della loro corsa podistica di febbraio e anche il Gaina Club che ci ha offerto mille euro nonostante la loro corsa all’Abbazia di Morimondo non si è potuta svolgere. Ma abbiamo dovuto far fronte alle diverse esigenze anche con i nostri fondi. Una spesa non indifferente".