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23 mar 2022

Ex Crespi, via alla demolizione dei capannoni

Officine Mak inizia la trasformazione dell’area dismessa tra via Pasubio e via Monte Lungo dove sorgerà un insediamento commerciale

paolo girotti
Cronaca

di Paolo Girotti

Parte la demolizione degli edifici della ex Crespi tra via Pasubio e via Monte Lungo, la prima delle aree dismesse della città che, nel marzo scorso, era stata venduta all’asta, aprendo la strada anche ad altre vendite di immobili da tempo inutilizzati a Legnano e in tutto il territorio circostante.

Si apre così una nuova stagione, quella del recupero e riutilizzo, il più delle volte con una nuova vocazione, di migliaia di metri quadrati dismessi, che potranno davvero costruire la città del futuro.

Ora che è stata chiesta ufficialmente l’autorizzazione, le ruspe entreranno nell’area e avranno il compito di demolire i capannoni che ancora ricoprono i 29mila metri quadrati circa dell’azienda, un tempo attiva nella produzione di materiali sintetici da utilizzare nel campo della calzatura e pelletteria.

Allo stesso tempo si procederà con la rimozione dell’amianto, che normalmente viene rinvenuto nelle coperture degli edifici industriali.

Una volta rimossi i detriti, arriverà il momento della caratterizzazione ambientale del sito, prodromica ad ogni altra attività.

Conclusi questi passaggi, si potrà iniziare a comprendere quale forma troverà il nuovo insediamento commerciale (questa, infatti, è la destinazione futura dell’area), affacciato su via per Busto Arsizio.

L’area ex Crespi era stata acquistata nel marzo scorso da Officine Mak, gruppo che aveva dimostrato un grande interesse per le aree dismesse del territorio e che, a tutti gli effetti, si era messa in moto, portando a casa numerose aree che per anni erano state sul mercato senza esito alcuno.

In poche settimana, oltre alla ex Crespi, Officine Mak aveva anche messo le mani su circa 16mila metri quadrati a Cerro Maggiore, in via San Clemente, nei pressi del centro cittadino, che costituiscono l’area del complesso industriale dell’ex Fonderia Cerrese, abbandonata da 15 anni (area nota perché nel 2010 un ladro di rame rimase folgorato in una cabina a lato del complesso).

Poi, nella vicina Busto Arsizio, Officine Mak aveva acquisito 12mila metri quadrati in largo Po, nella zona della stazione, in passato un complesso industriale tessile che risultava all’asta con un prezzo base di poco superiore ai 350mila euro.

"Siamo molto soddisfatti di esserci aggiudicati le aste per le aree di Legnano, Cerro Maggiore e Busto Arsizio – aveva dichiarato allora Daniele Consonni, Ceo di Officine Mak –: sono zone strategiche poiché a pochi chilometri da Milano e sulle quali interverremo in modo significativo con opere di bonifica e riqualificazione: parliamo di superfici molto vaste e di aree industriali sulle quali in passato sorgevano fabbriche imponenti, con le quali bisogna prestare la massima attenzione in fase operativa. Per questo i nostri interventi di bonifica assumono ancora più valore".

A Legnano, poi, Officine Mak aveva concluso la “campagna acquisti“ con il botto, portando a casa i 41mila metri quadrati della ex manifattura a un prezzo da saldo.

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