Infermiera (foto di repertorio)
Infermiera (foto di repertorio)

Legnano (Milano), 3 marzo 2020 -  È accaduto quello si sperava di poter evitare: un’evenienza da scongiurare proprio per le conseguenze che potrebbe provocare. Nella giornata di oggi è stata infatti accertata la positività al tampone che certifica il contagio da Covid 19 di una Asa - un’ausiliaria socio assistenziale quotidianamente a contatto con gli anziani ospiti - in servizio alla Rsa Sant’Erasmo di Legnano.  La donna, di circa 50 anni, ha lavorato nella struttura sino a venerdì scorso: una volta evidenziati i primi sintomi, la donna da domenica si trovava già in isolamento e nel primo pomeriggio di ieri è giunta infine conferma  della sua positività al Covid 19. Al momento risulta ancora ignoto il cosiddetto “link epidemiologico”, dunque in quale zona geografica la donna, attualmente ricoverata nel reparto di Infettivologia dell’ospedale di Legnano, abbia contratto il virus. 

È evidente che la situazione creatasi ieri si inserisce nello scenario peggiore per quanto riguarda gli effetti potenziali del contagio: la struttura di corso Sempione, infatti, ospita stabilmente  oltre cento anziani, dunque i soggetti  più deboli e considerati maggiormente a rischio in caso di contagio. Accertato che al momento non risultano altri casi all’interno della stessa struttura,  come prima conseguenza del caso (i vertici della Sant’Erasmo erano in diretto contatto con l’Ats  già da domenica, in attesa del responso) è stato approntato un primo piano di controlli e comportamenti prudenziali da rispettare sino a ulteriori sviluppi: mentre, come ovvio, l’attività continuerà all’interno della struttura per quanto riguarda gli operatori impegnati nell’assistenza quotidiana, è già stato inibito l’accesso agli altri visitatori o ospiti esterni non indispensabili. Il personale amministrativo della Sant’Erasmo  lavorerà invece da casa dopo che verranno approntate le postazioni di telelavoro. 

Il punto principale riguarda però il controllo costante delle condizioni degli ospiti: in assenza di sintomatologia l’unica azione da mettere in atto riguarda il monitoraggio costante della temperatura, due volte nell’arco della giornata, e la verifica dell’insorgere di eventuali patologie in grado di costituire un campanello d’allarme per le condizioni degli ospiti. L’operatrice ha lavorato più in alcuni reparti che in altri, ma si è mossa comunque in tutta la struttura. Solo nei prossimi giorni, considerati i tempi entro i quali si manifestano dei sintomi del virus, sarà possibile comprendere se dal caso già accertato potranno discendere ulteriori situazioni di contagio. Anche per questo motivo la direzione della struttura legnanese ha deciso di predisporre un bollettino giornaliero con le eventuali novità che dovessero emergere. Non risulta che le autorità sanitarie abbiano deciso, per nessuno dei dipendenti o persone presenti nella rsa, un isolamento anche solo preventivo e nessuna procedura di sorveglianza arriva: l’Ats ha consigliato di agire in modo differente solo dovessero emergere sintomatologie.

C’è poi un altro elemento da prendere in considerazione: secondo la ricostruzione dei fatti, l’operatrice della Sant’Erasmo, al comparire dei sintomi, si sarebbe presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Legnano invece che, come consigliato ormai da giorni, informare telefonicamente il medico di base - o tramite il numero riservato - delle proprie condizioni di salute.