Casorezzo, droga alle cave. I sindaci si alleano per frenare il degrado

Susanna Biondi, Sara Bettinelli e Pierluca Oldani hanno incontrato il prefetto di Milano per chiedere più controlli sul territorio

Una cessione di droga tra il pusher e un consumatore
Una cessione di droga tra il pusher e un consumatore

Casorezzo, 8 febbraio 2024 – Lo spaccio di droga nella zona delle Cave di Casorezzo preoccupa gli amministratori locali che martedì si sono recati dal prefetto di Milano per chiedere maggior controllo sul territorio.

Susanna Biondi (Busto Garolfo), Sara Bettinelli (Inveruno) e Pierluca Oldani (Casorezzo) hanno portato sul tavolo del prefetto Claudio Sgaraglia, nella riunione del Comitato ordine e sicurezza pubblica tenutasi in Prefettura lo scorso sei febbraio, le loro preoccupazioni per l’aumento delle attività di spaccio e consumo di droga.

"La situazione è già nota da tempo – spiega Biondi – e le forze dell’ordine hanno incrementato la vigilanza in coordinamento con la polizia locale. Adesso però è necessaria una presa di posizione più forte, perché sta diventando di difficile gestione".

Il servizio di Striscia la Notizia, andato in onda il 27 novembre, aveva puntato l’attenzione proprio sul degrado dell’area al confine tra Busto Garolfo e Furato. Fiumi di droga che quotidianamente passano di mano in mano grazie a una selva di piccoli pusher, che nelle campagne gestiscono il mercato locale per conto della malavita.

"A rifornirsi in via per Furato – prosegue il sindaco bustese – ci vanno persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali, dai meno abbienti ai giovani manager in cerca di una dose per lo sballo serale. Un viavai di auto che spazia dall’utilitaria alle berline di grossa cilindrata”.

Il tutto sotto gli occhi dei ciclisti e dei runner che si allenano lungo la strada che unisce i due paesi. Purtroppo, stando alle parole del sindaco Biondi, al supermarket dello sballo ci vanno anche i giovanissimi, a cui gli spacciatori senza ritegno e pudore vendono dosi su dosi.

Adesso per loro sarà molto più difficile vendere “morte“ tra i sentieri del Parco del Roccolo, i tre rindaci hanno chiesto attenzione al problema. “Il prefetto, insieme ai carabinieri del comando provinciale, ci hanno ascoltato con attenzione. Saranno poi loro a decidere la dinamica degli interventi”.

Sicuramente per pusher e malviventi dalle prossime settimane sarà vita dura in via per Furato e in tutta la campagna che circonda le Cave di Casorezzo.