Una protesta alla Carapelli
Una protesta alla Carapelli

Inveruno (Milano), 21 dicembre 2016 - L'olio di semi biologico, destinato a un mercato "in forte espansione", salverà una cinquantina di posti di lavoro nello stabilimento della Carapelli di Inveruno. La svolta, che permetterà di mantenere in vita il sito produttivo dopo che lo scorso 28 ottobre era stata annunciata la chiusura e consentirà a una parte dei dipendenti di trascorrere un Natale più sereno, è arrivata nelle scorse ore, con la firma di un’intesa tra la spagnola Deoleo, proprietaria della Carapelli, e la società The Organic Factory (Tof), con sede a Milano e sito produttivo a Cremona.

La Tof, che produce alimenti bio, secondo l’accordo affitterà per i prossimi quattro anni il ramo d’azienda - lo stabilimento inverunese della Carapelli - per produrre olio biologico da mettere sul mercato. Terminato il periodo di sperimentazione potrebbe acquisire la fabbrica dalla Deoleo, grazie a un’opzione che permetterebbe di subentrare a un prezzo di favore. Dipenderà dalla risposte che il nuovo prodotto riceverà dal mercato, in un periodo di forte richiesta di alimenti organic. Sono 136 le persone attualmente occupate a Inveruno e, tra queste, 98 rischiavano di perdere il posto di lavoro. Il progetto lanciato da The Organic Factory permetterà di assorbire circa la metà della forza lavoro e bloccare la procedura di mobilità, sostituendola con la cassa integrazione in deroga. Per alcuni dipendenti, inoltre, sono previsti incentivi per l’uscita volontaria, che potrebbero accompagnare verso la pensione. "Per noi è una novità positiva - spiega il sindaco di Inveruno, Sara Bettinelli - perché la prospettiva che avevamo di fronte era quella di una chiusura dello stabilimento, con ripercussioni ancora più pesanti sul nostro territorio. Speriamo che questa realtà che ha buone prospettive di crescita possa avere un lungo futuro, grazie alla produzione di olio biologico ad uso alimentare".

Le trattative tra Tof e Deoleo non sono state lunghe. Dopo la firma dell’accordo tra le due società il piano verrà presentato domani, alle 12, al ministero per lo Sviluppo economico e nei prossimi giorni verrà votato dai lavoratori. Saranno presenti i sindacati e anche il sindaco di Inveruno, che sta seguendo attentamente la vicenda da quando la Deoleo ha annunciato la chiusura dei due stabilimenti in Lombardia e Toscana nell’ambito di un piano di riorganizzazione dei siti produttivi. L’ingresso a Inveruno della società che ha affittato il ramo d’azienda potrebbe diventare realtà già nelle prime settimane del nuovo anno, con un cambio di produzione e l’avvio della sperimentazione bio.