PAOLO GIROTTI
Cronaca

Accoglienza a gruppetti. Il Cas Cadorna raddoppia

Estesa la rete territoriale straordinaria, con la “clausola di riserva“: strutture e numero di persone ampliabili solo d’intesa con il Comune.

Accoglienza a gruppetti. Il Cas Cadorna raddoppia

Accoglienza a gruppetti. Il Cas Cadorna raddoppia

Non saranno attivate ulteriori strutture di accoglienza e non sarà incrementato il numero degli ospiti nel territorio di Legnano, se non d’intesa e nell’ambito dell’accordo di collaborazione: è con la novità di questa “clausola di riserva“, che esclude la possibilità di scelte calate dall’alto, che ieri è stata firmata, tra prefettura di Milano e comune di Legnano, un’appendice all’accordo di collaborazione per la prima accoglienza profughi, che era stato definito originariamente per i cittadini ucraini in fuga dal conflitto nella primavera 2022.

L’accordo è stato “celebrato“ nella sede della Croce rossa di viale Cadorna, che ospita parte dei profughi arrivati in città, dal prefetto, Renato Saccone, e dal sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, in quanto capofila della Rete territoriale di accoglienza straordinaria Alto Milanese.

Tre i punti sostanziali dell’appendice, alla luce degli sviluppi delle dinamiche migratorie. Il primo, l’estensione dell’accordo di collaborazione all’accoglienza dei profughi provenienti da Paesi terzi rispetto all’Ucraina, per cui la giunta comunale di Legnano, recepita la decisione dell’Assemblea dei sindaci del Piano di Zona dell’Alto Milanese, aveva già approvato le linee di indirizzo per l’ampliamento della rete territoriale di accoglienza straordinaria.

In secondo luogo, l’ampliamento del numero dei posti di accoglienza della struttura comunale Cas Cadorna da 25 a 57 posti complessivi (proprio ieri sono arrivate 15 donne provenienti da Costa d’Avorio, Camerun e Congo), per cui sono stati posizionati 8 moduli abitativi temporanei: qui sono ospitate donne e madri con bambini provenienti da Paesi africani che si sommano ai 17 posti nei Cas occupati dai cittadini ucraini. Infine, la già citata clausola di riserva che impegna la prefettura a non attivare ulteriori strutture di accoglienza, o comunque a non incrementare il numero degli ospiti, nel territorio di Legnano, se non d’intesa e nell’ambito dell’accordo di collaborazione.

Questo impegno specifico potrà essere esteso agli altri Comuni dell’Ambito Alto Milanese che attiveranno nei propri territori altri posti per l’accoglienza per migranti ordinari in attuazione dell’accordo.