
Da sinistra Dea Vender Simone Garolini Gabriele Bresesti e Massimo Nirosi bagnini dell’associazione Amici di Claudio fondata in memoria del quindicenne morto annegato nel lago in un pomeriggio di luglio del 2007
Non ne potevano più, erano stremati dalla fatica e paralizzati dalla paura di annegare. Lo zio di 59 anni e la nipotina di 6 sono riusciti comunque a raggiungere una boa e ad aggrapparsi per restare a galla. Non sarebbero però resistiti a lungo, avvinghiati a quello scivoloso salvagente improvvisato in mezzo al lago di Como, a una trentina di metri dalla riva di Colico. Per fortuna Simone e Gabriele li hanno visti e hanno compreso in pochi istanti che per i due si stava mettendo veramente male. Simone, al suo battesimo dell’acqua come bagnino, è subito salpato sul nuovo Sup, seguito da Lele, sul vecchio pattino. Li hanno raggiunti, issati a bordo della tavola e del moscone e li hanno riportati a terra entrambi, zio e nipotina, spossati e terrorizzati, ma sani e salvi.
Simone Garolini ha 23 anni e domenica era al suo primo giorno di servizio come guardia spiaggia degli Amici di Claudio, associazione fondata nel 2008 da mamma Patrizia Gobbi per impedire che altri anneghino nel lago, come purtroppo successo a suo figlio quindicenne Claudio in un pomeriggio di luglio 2007. Gabriele Lele Bresesti di anni ne ha invece 42. Sulla postazione di vedetta c’erano poi Dea Vender, pure lei alla sua prima volta, e Massimo Nirosi, un veterano che presta servizio con gli Amici di Claudio da sempre. "È andata bene – sospira Patrizia –. Per fortuna in mattinata gli operatori della Protezione civile avevano posizionato le boe altrimenti quel signore e la bambina non avrebbero avuto nulla a cui aggrapparsi. E per fortuna c’era Simone".
Non sempre tuttavia c’è un lieto fine: gli Amici di Claudio, insieme ai bagnini e ai cani bagnini dell’Associazione nazionale di salvamento nautico a Bellano, sono del resto gli unici angeli custodi dei bagnanti del lago, a parte i soccorritori delle agenzie di soccorso, piuttosto che vigili del fuoco, carabinieri e militari della guardia costiera. E i bagnanti spesso ignorano le più elementari norme di sicurezza. "Non è facile – ammette Patrizia –. Riscontriamo sempre le stesse situazioni di pericolo e nei due giorni di week end quando noi ci siamo è complicato ottenere il rispetto delle ordinanze e delle indicazioni che invece vengono disattese tutti gli altri giorni".