DANIELE DE SALVO
Cronaca

Paderno, nuova frana. Lo Stallazzo è isolato. Scese tonnellate di detriti

Allarme dei volontari della coop per lavoratori disagiati che gestiscono il ristoro "Non siamo in grado di intervenire". A rischio l’esperienza formativa .

Uno dei tanti interventi dei vigili del fuoco nel Lecchese costretti a operare per risolvere emergenze provocate da allagamenti cadute di alberi e per i tetti scoperchiati

Uno dei tanti interventi dei vigili del fuoco nel Lecchese costretti a operare per risolvere emergenze provocate da allagamenti cadute di alberi e per i tetti scoperchiati

PADERNO D’ADDA (Lecco)Lo Stallazzo di Paderno d’Adda è completamente isolato. L’altra sera, in seguito allo tsunami di maltempo che ha inondato pure il Meratese, una frana ha travolto e bloccato il solo collegamento che era rimasto percorribile, cioè il tratto di alzaia a nord dell’unico punto di ristoro lungo il tratto di Naviglio: l’altro, quello a sud, verso Cornate, era già bloccato da più di un anno, sempre in seguito a uno smottamento. "Purtroppo non si tratta di qualche pianta crollata, ma di un vero e proprio smottamento con sassi e terriccio, per almeno qualche tonnellata di detriti – lancia l’allarme Luigi Gasparini, presidente della coop Solleva per lavoratori svantaggiati, i cui volontari gestiscono lo Stallazzo –. Non siamo in grado di intervenire con i nostri mezzi e le nostre risorse". Potrebbe essere veramente la fine dell’esperienza, proprio nel momento in cui stavano provando a ricominciare, in vista del ripristino del passaggio a sud con una passerella provvisoria per superare il fronte della frana. L’isolamento dello Stallazzo non è l’unica conseguenza del nubifragio che lunedì sera si è rovesciato sul Meratese e su parte del Lecchese.

I vigili del fuoco del comando provinciale di Lecco, con i volontari dei distaccamenti di Merate e Valmadrera, hanno fronteggiato una sessantina di soccorsi. "Interventi per danni d’ acqua, tetti scoperchiati e taglio piante per il ripristino della viabilità", spiegano i soccorritori del 115. E poi tombini saltati, alberi crollati, blackout elettrici, edifici diroccati collassati, auto sfondate da rami caduti. In seguito all’ennesima perturbazione, a seconda delle varie zone, sono caduti fino a 70 millimetri di pioggia in pochi minuti, cioè fino a 70 litri per metro quadrato di terreno, tantissimi così in fretta, anche perché in aggiunta all’acqua caduta nei giorni precedenti: a Merate in 72 ore si è già arrivati a 160, sopra la media di tutto luglio. Le precipitazioni hanno raggiunto a tratti un’intensità di oltre 600 mm, quasi da diluvio. Le temperature già al ribasso sono crollate di oltre una decina di gradi arrivando a minime di poco superiori ai 14°, mentre le raffiche di vento hanno soffiato anche a 70 chilometri all’ora. Tantissimi pure i fulmini caduti a terra con conseguenti blackout elettrici. L’unica nota positiva è che, nonostante la violenza del meteo, non si contano feriti.