Lecco, ha ucciso la moglie: "Soffriva come un cane, ora non ha più senso vivere"

Il magistrato incaricato del caso ha optato per la detenzione nonostante l’età avanzata Umberto Antonello è guardato a vista nel timore che possa compiere gesti inconsulti

I carabinieri sul luogo del delitto
I carabinieri sul luogo del delitto

Lecco - È in carcere Umberto Antonello, l’ex ferroviere di 86 anni che nella notte tra sabato e domenica a Lecco ha strangolato a mani nude la moglie Antonia Vacchelli, della sua stessa età. È guardato a vista perché si teme possa compiere gesti inconsulti, tanto è sconvolto per quello che ha fatto. "Non m’importa di morire - avrebbe confidato - Senza di lei vivere non ha più senso". Il sostituto procuratore Pasquale Gaspare Esposito, pm incaricato del caso, potrebbe aver optato per la detenzione in cella invece che ai domiciliari nonostante l’età avanzata, non solo perché la sua abitazione al quarto piano al civico 26 scala H di via dell’Eremo dove si è consumato l’uxoricidio è sigillato e sotto sequestro, ma anche proprio per preservare la sua salute e riuscire a tenerlo sotto stretta osservazione.

L’86enne ha confessato di aver ucciso la moglie con la quale ha condiviso un’intera esistenza perché non riusciva più "a sopportare di vederla soffrire come un cane". Non l’avrebbe quindi ammazzata per sbarazzarsi di lei né perché stanco di doverla accudire costantemente; l’avrebbe uccisa piuttosto per quello che per lui sarebbe un atto di pietà estrema o ultimo gesto d’amore.

Antonia infatti lamentava continui e forti dolori alle ossa. Risulta che a causa dei dolori non fosse più autonoma e faticasse a muoversi: doveva essere aiutata in tutto, anche ad alzarsi dal letto e ad andare in bagno, come accaduto quando il suo Umberto l’ha soffocata fino a farla morire. Settimana scorsa, in seguito a un acutizzarsi dei dolori, era stata nuovamente accompagnata d’urgenza in ospedale, all’Alessandro Manzoni, proprio di fronte a casa, al Pronto soccorso: l’aveva accompagnata in auto il figlio, perché non era in grado nemmeno di percorrere poche decine di metri a piedi. Alcuni vicini hanno inoltre riferito che nei prossimi giorni avrebbe dovuto essere ricoverata, ma che lei non voleva.

Nonostante alcuni punti da chiarire, il caso sembra in ogni modo risolto. Antonello verrà comunque sottoposto a interrogatorio di garanzia, mentre il magistrato ha disposto l’autopsia sulla salma di Antonia per cercare riscontro alle dichiarazioni del marito che l’ha strangolata. Solo dopo l’autopsia, in programma oggi, verrà celebrato il funerale di Antonia cui il marito, salvo un particolare permesso che difficilmente verrà concesso, non potrà partecipare.