Neve fresca e allerta meteo, l’appello del Soccorso alpino: “Rischio valanghe, sciatori attenti”

Gli angeli della montagna invitano a “praticare il senso della rinuncia e a riprogrammare l'attività in un momento più opportuno”. Ecco le zone più pericolose

I tecnici del Soccorso alpino impegnati a cercare dispersi sotto una valanga
I tecnici del Soccorso alpino impegnati a cercare dispersi sotto una valanga

Lecco, 11 febbraio 2024 – Attenzione alle valanghe. A lanciare l’appello sono i tecnici del Soccorso alpino e speleologico. La neve fresca caduta in questi ultimi giorni e il vento, rendono il manto nevoso estremamente instabile.

L'appello

“Le vette imbiancate sull'arco alpino con le belle giornate previste nei prossimi giorni sono un richiamo per tutti gli appassionati di montagna, ma anche noi ci sentiamo di fare un richiamo: attenzione alle valanghe – è l'invito pressante degli angeli della montagna del Soccorso alpino –. Il pericolo risulta essere marcato in diverse località italiane".

“Prima di intraprendere qualsiasi attività sulla neve e, in particolare, la pratica dello scialpinismo e le gite con le ciaspole – avvertono gli esperti –  bisogna consultare con attenzione il servizio Meteomont e i bollettini niveo meteorologici locali, quali quelli dei meteorologi dell'Arpa, per verificare eventuali condizioni di criticità. Occorre sempre di Artva, pala e sonda per le gite sci-alpinistiche o con le ciaspole, verificando, inoltre, che tutti i dispositivi siano perfettamente funzionanti. Laddove necessario, è utile imparare a praticare il senso della rinuncia e a riprogrammare l'attività in un momento più opportuno”. Tradotto: se le condizioni non lo consentono, non si preparati né sufficientemente equipaggiati occorre avere il coraggio di fermarsi.

Le zone pericolose

Il rischio su molte zone della Lombardia, comprese le montagne lecchesi, è marcato da allerta arancione. Tutti i versanti sono esposti e tutti i punti sopra i 1.600 metri di quota sono potenzialmente a rischio. Sulle Retiche Occidentali e Orobie Centrali, avvertono proprio da Arpa, “il manto nevoso sarà ancora debolmente consolidato sulla maggior parte dei pendii ripidi. Il distacco sarà possibile già con un debole sovraccarico, originando valanghe di grandi dimensioni. Possibili valanghe spontanee di grandi dimensioni, anche di fondo sui pendii esposti al sole soprattutto nel corso delle ore più calde della giornata”.

Su Retiche Centrali, Orientali, Adamello, Orobie Occidentali e Prealpi Bresciane c'è “presenza diffusa di recenti lastroni da vento sia soffici che a media coesione. Il distacco di tali lastroni sarà possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ombreggiati posti a quote elevate più soggetti a deposito. Possibili valanghe spontanee di superficie e di fondo, anche di grandi dimensioni, sui pendii esposti al sole soprattutto nel corso delle ore più calde della giornata”.

Rischio moderato

Sule Prealpi Bergamasche invece il rischio è moderato, da allerta gialla. “Il vento ha rimaneggiato e distribuito in modo irregolare il manto nevoso determinando l'incremento ed il sovraccarico dei lastroni soffici e a media coesione presenti i quali, dove poggiano su neve vecchia potranno cedere già con debole sovraccarico – spiegano sempre gli esperti di Arpa Lombardia –. Possibili scaricamenti e valanghe spontanee di fondo sui pendii esposti ai quadranti meridionali; isolati distacchi spontanei a lastroni di superficie di medie dimensioni sui pendii a nord posti alle quote più elevate e soggetti a deposito da vento”.

La situazione invece non risulta pericolosa sul fronte della valanghe sulle Prealpi Occidentali e l'Appenino Pavese. “Le problematiche principali saranno legate alla presenza diffusa di lastroni da vento il cui distacco sarà possibile con un debole sovraccarico – ribadiscono gli esperti –. Possibili valanghe spontanee di medio-grandi dimensioni sui pendii esposti al sole soprattutto nel corso delle ore più calde della giornata”.