Soccorso alpino in Lombardia, meno morti ma più imprudenti in montagna: nel 2023 soccorse 477 persone

I dati dei salvataggi effettuati dai tecnici volontari della XIX Delegazione Lariana che intervengono nelle province di Lecco, Como, Varese e Pavia

I tecnici del Soccorso alpino

I tecnici del Soccorso alpino

Lecco, 19 gennaio 2024 – Meno morti sulle montagne lombarde, ma sui sentieri e in vetta ci sono ancora troppi imprudenti e impreparati. I tecnici volontari della XIX Delegazione Lariana del Soccorso alpino e speleologico nel 2023 si sono messi in marcia 446 volte per cercare e recuperare e soccorrere 477 persone. Per 27 purtroppo non c'è stato nulla da fare, ma almeno ai familiari è stato restituito un corpo da seppellire e sui cui piangere. Nel 2022 le vittime erano state 35 e 31 nel 2021.

La XIX Delegazione Lariana

I volontari del Soccorso alpino della XIX Lariana si occupano delle province di Lecco, Como, Varese, Pavia e dell'Oltrepò. Sono divisi in sette stazioni: Dongo, Lario Occidentale, Ceresio, Lecco, Pavia Oltrepò, Triangolo Lariano, Valsassina-Valvarrone e Varese. Complessivamente hanno messo a disposizione 7.434 ore, 672 delle quali da parte di medici e infermieri che appartengono al Corpo nazionale del Soccorso alpini e speleologico. I soccorritori della stazione di Dongo hanno fronteggiato 30 interventi, 67 del Lario Occidentale Ceresio, 104 di Lecco, 7 di Pavia Oltrep, 88 del Triangolo Lariano, 110 di Valsassina-Valvarrone e 20 di Varese. Il delegato della XIX è Marco Anemoli.

I motivi degli interventi

Le principali cause riguardano la caduta (161 persone soccorse, corrispondenti al 33,8% del totale), malore (54 – 11,3%), scivolata (50 – 10,5%), precipitazione (16 – 3,4%), caduta sassi (6 - 1,3%). Significativo il dato di 51 persone soccorse per perdita dell’orientamento (10,7%), 32 per incapacità (6,7%), 14 per sfinimento (2,9%), 6 per ritardo (1,3% ), 5 per il maltempo. “Tutte situazioni che si possono in gran parte prevenire con un approccio più attento all’andare in montagna”, spiega Marco Anemoli. Tra le altre cause: corda doppia 5 persone soccorse, 2 persone per puntura insetti, scivolata su ghiaccio, scivolata su neve, cedimento appiglio, crollo.

Le attività più rischiose

Se si considerano le attività svolte che hanno richiesto il maggiori numero di interventi, prevale l’escursionismo, con 270 persone soccorse (15,8%), l'alpinismo 29 (1,7%), la residenza in alpeggi 27 (1,6%), la ricerca di funghi 23 (1,3%). Con numeri inferiori ci sono poi: mountain-bike 19, ferrate 17, arrampicata sportiva 14, lavoro 9, parapendio 6, auto e moto 3, turismo 2. Le persone provengono soprattutto dall’Italia. Gli italiani soccorsi sono stati 443, poi 11 tedeschi, 3 escursionisti del Belgio e a seguire escursionisti di altre nazionalità

Sicuri sulla neve

Domenica, il 21 gennaio, si terrà anche la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale. Per i tecnici della XIX Delegazione Lariana, l’evento in programma è quello organizzato sull’Appennino pavese, a Santa Margherita Staffora, in località Pian del Poggio. Sono in programma una breve conferenza e una escursione guidata con prove di ricerca ARTVa e autosoccorso e con la presenza di una unità cinofila. L’incontro è confermato anche in assenza di neve. Dettagli e contatti sul sito sicurinmontagna.it, da cui è possibile scaricare opuscoli gratuiti in formato pdf, con informazioni utili, scritte da esperti, sulla frequentazione della montagna.