Lecco, forte rischio di valanghe: i rifugi restano chiusi

L'avvertimento del capannat del rifugio Luigi Azzoni sul Resegone: ''Visibilità zero, un metro di neve pesante e pericolosa, restiamo chiusi''

Il rifugio in cima al Grignone sommerso dalla neve

Il rifugio in cima al Grignone sommerso dalla neve

Lecco, 25 febbraio 2024 – Troppa neve, troppo pesante, troppo pericolosa. I rifugi d'alta quota sulle montagne lecchesi quest'oggi restano chiusi. Il rischio di valanghe è forte e i gestori dei rifugi non se la sentono di rischiare, né per loro, né per gli escursionisti e gli alpinisti, che auspicano anzi restino a casa per evitare di esporsi a inutili pericoli. I forti accumuli sono infatti molto instabili.

Rifugi chiusi

“Visibilità zero, un metro di neve pesante e pericolosa, rimaniamo chiusi”, annuncia suo social il 30enne Stefano Valsecchi, capannat del rifugio Luigi Azzoni che si trova a 1860 subito sotto la vetta del Resegone, montagna simbolo di Lecco e anche dei Promessi sposi. “Rifugio chiuso per pericolo slavine”, si legge anche sul sito internet del rifugio. Tra l'altro non si può raggiungere nemmeno Morterone, il paese più piccolo d'Italia, uno dei principali punti di partenza per l'ascesa al Resegone: la SP 63, unica strada di accesso è infatti chiusa, sempre per il pericolo di valanghe. Anche il rifugio Luigi Brioschi, in cima ai 2403 metri del Grignone è chiuso per lo stesso motivo. Medesima situazione per il Rosalba, posto a 1730 metri di altezza, alla base della cresta della Grignetta. La situazione di pericolo perdurerà almeno fino a domani compreso.

Massima attenzione

Nonostante i rifugi chiusi, i bollettini diramati dagli esperti di Arpa Lombardia e l'invito alla massima prudenza diramati dai tecnici volontari del Soccorso alpino e speleologico lombardo, sono comunque in tanti coloro che hanno deciso lo stesso di avventurarsi in montagna. “Per qualsiasi tipo di escursione raccomandiamo la massima attenzione nella scelta degli itinerari e, in tutti i casi in cui è previsto, l’obbligo tassativo di artva, pala e sonda – si raccomandano almeno gli angeli della montagna del Soccorso alpino -. Si precisa che è necessaria la massima attenzione anche per le escursioni a quote più basse, in caso di attraversamento di canali che potrebbero essere oggetto di scaricamento di valanghe avvenute sui pendii più in quota. La situazione richiede la massima attenzione, occhio!”.