Due anni senza la piccola Cora, la madre in fuga ottiene lo status di rifugiata. L’ex marito: "Non mi arrendo"

Condannata in Italia per sottrazione di minore, ora ha ottenuto protezione in Costa Rica. La disperazione del padre “Voglio riabbracciare mia figlia

Annalisa Lucifero è scappata in Costa Rica portandosi via la figlia

Annalisa Lucifero è scappata in Costa Rica portandosi via la figlia

Olgiate Molgora (Lecco) – È esattamente da due anni che papà Stefano non vede la sua piccola Cora e adesso teme che non la riabbraccerà mai più. Mamma Annalisa Lucifero, la sua ex moglie, ha ottenuto asilo politico in Costa Rica, dove è scappata a marzo 2022 senza dire nulla, portando con sé anche la bimba, che nel frattempo lo scorso dicembre ha compiuto 11 anni.

In tutti questi mesi il papà ha avuto modo di sentire Cora per telefono solo un paio di volte. "Le ho ribadito di non preoccuparsi, che le voglio bene e che non vedo l’ora di stringerla di nuovo tra le mie braccia", racconta Stefano Zardini, 41 anni, che abita a Somma Lombardo (Varese), a cui i giudici del tribunale dei minori, dopo la separazione, hanno affidato i due figli più grandi, i fratelli di Cora, che ora hanno 16 anni e 14 anni. Sarebbe probabilmente successo lo stesso anche con Cora: Annalisa Lucifero, mamma rimasta single che ha la stessa età del suo ex Stefano, lo sapeva; per non perdere la custodia della figlia, con cui si era trasferita a Olgiate Molgora, se l’è così portata via, in Centro America. Ha pianificato la fuga nei minimi particolari: ha imparato lo spagnolo, ha acquistato i biglietti per la Costa Rica via Spagna con largo anticipo così da pagarli il meno possibile e ha acquistato pure quelli di ritorno sebbene sapesse che non li avrebbe usati così da non destare sospetti e ottenere il visto di ingresso. Quindi ha svuotato l’appartamento dove abitava in affitto, venduto ciò che poteva, disdetto le utenze domestiche, avvisato insegnanti e catechiste che Cora sarebbe stata assente e ha chiesto a un amico all’oscuro di tutto di accompagnarle in aeroporto.

Inizialmente i giudici costaricani, su istanza degli avvocati di Zardini, in base alla Convenzione dell’Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, avevano stabilito che Cora avrebbe dovuto essere rimpatriata e restituita al padre. Annalisa Lucifero però ha presentato ricorso e ha chiesto il riconoscimento dello status di rifugiata. Tutti, compresi i diplomatici italiani in Costa Rica, erano convinti che le pratiche sarebbero state cassate. Invece, nei giorni scorsi, dopo una lunga attesa, è arrivata la doccia fredda. "Annalisa ha raccontato che in Italia sarebbe stata vittima di maltrattamenti domestici – spiega Stefano -. È evidente che non è vero, semmai è vero il contrario, perché altrimenti non avrebbero affidato a me tutti e tre i nostri figli. Purtroppo le hanno creduto". Forse ad aiutarla anche la conoscenza con un politico locale con cui convive.

Annalisa Lucifero, che in Italia è stata processata e condannata in contumacia per sottrazione di minori, non può essere così estradata né soprattutto Cora può essere rimpatriata. "In tanti mi suggeriscono di darmi pace, ma io non posso arrendermi, Cora è mia figlia, non sono lì con lei, non posso proteggerla da lontano", spiega papà Stefano Zardini, che se solo potesse e non rischiasse l’arresto volerebbe lui in Costa Rica per riprendersi la sua Cora, che almeno – unica consolazione – sta frequentando la scuola, pratica sport e ha conosciuto nuovi amici. "Sto valutando come presentare appello, sempre che sia possibile – aggiunge Stefano -. Spero inoltre che i nostri politici non mi lascino solo e mi aiutino, perché quello che sta capitando a me può succedere a tanti altri. Con o senza di loro, io comunque vado avanti e non mi fermo fino a quando non riabbraccerò la mia Cora".