Milano, 27 settembre 2020 - Si agita lo spettro di un ritorno al passato. Il governo sta valutando di prorogare ulteriormente lo stato di emergenza fino alla fine dell’anno. L’allerta per il Covid continua a condizionare la vita del Paese. Si moltiplicano gli allarmi lanciati da governatori e sindaci che stanno introducendo autonomamente nuove restrizioni come l’obbligo della mascherina all’aperto anche in assenza di assembramenti.

È il caso della Campania e della Liguria, che temono nuovi focolai e preferiscono prevenire eventuali seconde ondate del virus. È ancora presto per valutare l’impatto dell’apertura delle scuole sul livello dei contagi. Questo perché alcune Regioni hanno riaperto le aule scolastiche solo tre giorni fa. Alcune classi hanno dovuto subito sospendere le attività didattiche in presenza a causa dei tamponi effettuati ad alcuni studenti poi risultati positivi. L’effetto a catena provocato da notizie del genere è facilmente prevedibile. Le famiglie degli studenti costretti a rimanere a casa stanno patendo disagi non da poco, soprattutto per l’organizzazione delle proprie attività professionali. Non solo. Gravi situazioni vengono segnalate in Lombardia, e in particolare in provincia di Milano, dove, come fa sapere il Coordinamento nazionale precari scuola, «sono state pubblicate con ampio ritardo, il 7 settembre, graduatorie piene di errori. Molti docenti con pluriennale servizio si sono visti scavalcare in graduatoria da assegnisti universitari senza alcun giorno di servizio o da colleghi inseriti in prima fascia senza abilitazione».

È la riprova che la scuola è ripartita ma tra mille incognite. Si continua a parlare della moltiplicazione dei tamponi e dell’introduzione di test rapidi che possano accelerare la scoperta di eventuali nuovi positivi al fine di arginare il contagio. Questa situazione d’incertezza non è un buon viatico per la ripartenza socioeconomica del Paese, visto che frena gli investimenti e scoraggia quanti vorrebbero rilanciare le proprie attività produttive e commerciali in un contesto più rassicurante. L’eventuale proporoga dello stato di emergenza potrebbe aggravare ulteriormente il quadro, con gravi conseguenze per imprese e lavoratori. Saranno decisive le scelte che il governo farà per la destinazione delle somme del Recovery Fund, così come la questione del Mes e del possibile arrivo di 37 miliardi di euro da destinare alla Sanità resta lo sfondo. Il governo ha superato lo scoglio elettorale di domenica scorsa, che tutto sommato ha rafforzato il quadro politico.

Dunque l’esecutivo ora non ha più alibi e deve segnatamente orientarsi verso quella ripresa fatta anche di inevitabile convivenza con il Covid 19.