VALENTINA BERTUCCIO D’ANGELO
Editoriale e Commento

Cambiamo le cose, let’s assume that I can

La campagna di Coordown in occasione della Giornata mondiale sulla sindrome di Down si intreccia con la vittoria di David: potrà partecipare al concerto dei The Kolors

Ieri, 21 marzo, era la Giornata mondiale della sindrome di Down e per l’occasione è stata lanciata proprio dall’Italia una campagna potentissima e necessaria: “Assume that I can, so maybe I will”. Il principio da cui parte è questo: se si dà per scontato che una persona con disabilità non possa fare determinate cose, non le farà, e come una cane che si morde la coda questa convinzione si autoalimenterà. “Bartender – dice la protagonista del video realizzato da Coordown – tu credi che io non beva margarita, quindi non mi darai un margarita e io non berrò margarita”.

Ma è vero anche il contrario, proprio come recita il motto della campagna: “Presumi che io possa (fare qualcosa), così magari io potrò (fare questa cosa)”. E allora, let’s assume che le persone con disabilità vogliano divertirsi proprio come tutti. Il passo successivo sarà, dovrà essere per forza prevedere meccanismi meno astrusi e discriminatori di quelli esistenti attualmente per la partecipazione delle persone con disabilità ai grandi eventi. E magari David a tanti altri potranno partecipare a un concerto senza dover ricorrere agli appelli sui giornali. Facciamo che il diritto allo svago sia una regola e non una gentile concessione.