ELISA SERAFINI
Economia

La fine del Governo Draghi è anche un problema di "marketing del Paese". Ecco perché

Il "country of origin effect" e i rischi reputazionali della caduta di Draghi. Un costo che questo Paese non può permettersi

Mario Draghi

Mario Draghi

Il Governo Draghi aveva rappresentato, per un breve periodo, un tentativo di normalizzazione di un Paese in balia di caste, populismi, corruzione, crisi demografica ed energetica e spesa pubblica incontrollata. Draghi non avrebbe potuto risolvere tutti i principali problemi del Paese ma aveva permesso di offrire un messaggio di solidità agli attori internazionali. Il “country of origin effect” descrive, nel marketing, un meccanismo in cui un consumatore viene attratto (o meno) da un prodotto a seconda della sua provenienza e ignorando, spesso, elementi di qualità vera e propria. Per questo motivo tanti consumatori preferiscono un vino italiano ad un vino cileno, anche quando, quest’ultimo potrebbe essere di maggiore qualità. Questo meccanismo si replica non solo sui prodotti, ma sui servizi e persino sulle persone. Con la presenza di Mario Draghi, il country of origin effect dell’Italia aveva avuto la possibilità di crescere: il premier aveva guidato i tavoli internazionali e ad affermato la propria posizione di leader in Europa, dove da sempre primeggiavano Francia e Germania. La reputazione di Draghi avrebbe permesso di far crescere la reputazione dell’intero Paese, esattamente come accade nei contesti organizzativi o aziendali, dove un leader carismatico e dall’alto profilo reputazionale, può trascinare un’intera azienda nel successo (o nell’insuccesso). Si tende spesso a dimenticare che oltre le metriche numeriche (già fragili) di un Paese, esistono anche elementi qualitativi e di soft power, che concorrono al suo posizionamento, e, direttamente o indirettamente, al successo internazionale. Le elezioni il 25 di settembre saranno uno degli ultimi banchi di prova di questo Paese: la reputazione verrà giocata dopo il voto, con la scelta del Primo Ministro. Mario Draghi ha acceso i riflettori sul nostro Paese: questi riflettori rimarranno accesi fino alla nomina del nuovo Primo Ministro e quella sarà, probabilmente, una delle ultime opportunità di crescita o di mantenimento reputazionale di questo Paese.