"Unire eccellenza tecnologica e competenza in ambiti molto specifici: sono due elementi indispensabili per posizionarsi nei mercati globali. Forti di questo, cerchiamo di allargare sempre di più i nostri orizzonti", sostiene Valeria Sandei, ad di AlmaWave. La società opera in America Latina con la propria controllata Almawave do Brasil, e negli Stati Uniti con Almawave Usa. Come si riesce a far concorrenza ai colossi Usa, in casa loro? "Con qualità e verticalizzazione:...

"Unire eccellenza tecnologica e competenza in ambiti molto specifici: sono due elementi indispensabili per posizionarsi nei mercati globali. Forti di questo, cerchiamo di allargare sempre di più i nostri orizzonti", sostiene Valeria Sandei, ad di AlmaWave. La società opera in America Latina con la propria controllata Almawave do Brasil, e negli Stati Uniti con Almawave Usa. Come si riesce a far concorrenza ai colossi Usa, in casa loro? "Con qualità e verticalizzazione: quello che premia è la specificità che siamo in grado di portare. Ad esempio, un nostro partner americano utilizza le nostre tecnologie a livello globale nel broadcasting monitoring, quindi nell’ambito delle emittenti radio televisive in oltre 35 lingue".

Un traguardo molto prestigioso, e che dà la misura delle potenzialità di AlmaWave, è la sperimentazione in corso al Parlamento Europeo: "Con altri due partner ci siamo aggiudicati uno dei tre lotti per la sottotitolazione e traduzione in tempo reale delle sedute del parlamento EU – spiega Sandei – . È un progetto estremamente sfidante, che fa subito cogliere l’innovazione enorme che la tecnologia può portare. Per noi, come azienda italiana, essere entrati in questo panel così selezionato è davvero importante".

Indispensabile, per arrivare a questi risultati, una focalizzazione costante sulla ricerca: "In dieci anni abbiamo investito oltre 30 milioni di euro in Ricerca e Sviluppo – conferma Sandei –. Nei nostri laboratori in Italia abbiamo un nucleo dedicato di persone estremamente forte. Lavorano sia sullo sviluppo delle tecnologie che sui prodotti, perché ciò che noi proponiamo è una piattaforma modulare di prodotti che sono congiunti tra di loro. Chi acquista, sceglie un modulo che risolve una certa esigenza".

In questo contesto, è forte e consolidato il rapporto con il tessuto accademico: "Già nel 2013 abbiamo acquisito PerVoice, che oggi realizza tutti nostri servizi vocali, ed è nata come uno spinoff della Fondazione Bruno Kessler a Trento. A gennaio abbiamo acquisito la quota di maggioranza di Obda, start up dell’Università La Sapienza di Roma, che lavora su un paradigma innovativo su modelli semantici per la navigazione evoluta dei dati. Poi abbiamo una quota di minoranza in una start up dell’Università Federico II di Napoli. Ci sono grandissime competenze nelle nostre facoltà, lavoriamo per innescare meccanismi virtuosi per valorizzarle".