‘Ho vinto il Festival di Sanremo’, gli autori: “Il Paese si ferma, tutti vorrebbero essere qui”

Il giornalista milanese Nico Donvito e l’autore e discografico di Voghera Marco Rettani raccontano il Festival in un volume senza precedenti

Nico Donvito e Marco Rettani, autori del libro 'Ho vinto il Festival di Sanremo'

Nico Donvito e Marco Rettani, autori del libro 'Ho vinto il Festival di Sanremo'.

"Ho vinto il Festival di Sanremo": un'affermazione che in pochi possono pronunciare con cognizione di causa ed esperienza diretta. E una parte consistente di quei pochi è al centro di 'Ho vinto il Festival di Sanremo', libro unico nel suo genere scritto dal giornalista e scrittore milanese Nico Donvito e dallo scrittore, autore e discografico di Voghera Marco Rettani. Due grandi appassionati del Festival e di musica in generale, ma anche due grandi talenti che sanno raccontare come pochi i segreti di quella che è una delle manifestazioni musicali di cui si è parlato e si continua a parlare di più in Italia.

Donvito e Rettani, cosa è il Festival di Sanremo oggi?

"Oggi è qualcosa che ferma il Paese, ma non è solo musica. Durante la settimana del Festival in qualche modo siamo tutti là. C'è chi ci va fisicamente e chi comunque anche solo con un pensiero è lì. Si parla di Sanremo ovunque e tutti vorrebbero essere lì, anche se non sempre lo ammettono".

E se Amadeus dovesse lasciare il ruolo di conduttore e direttore artistico?

"Quando è arrivato erano tutti dubbiosi e poi invece ha portato in alto il Festival. C'è sempre un po' di preoccupazione, ma cambiare è fisiologico. Dopo così tanti alti, potrebbero arrivare anni più bui. Ma è fisiologico: poi si tornerà in alto, è sempre successo così".

Cosa di questo libro è stato per voi più divertente realizzare?

"A differenza di altri volumi che trattano questo argomento, il nostro non è un almanacco, ma è un libro di aneddoti. La parte più interessante e divertente è stata proprio questa: raccogliere e raccontare i molti aneddoti dei protagonisti".

La parte invece che vi ha fatto maggiormente soffrire?

"L'incubo è stato la rilettura delle bozze (ridono, ndr): otto giorni consecutivi alla ricerca dei refusi. Se oggi ci dicessero che c'è un refuso nel testo ci rimarremmo male".

Cosa augurate a questo libro?

"Di continuare a fare quello che sta facendo, ovvero portarci in giro per l'Italia. Di solito sono gli autori a dover portare in giro il libro, in questo caso i ruoli si sono invertiti e questa è una grande forza del Festival di Sanremo e dei suoi protagonisti. Un altro augurio che gli facciamo è che questo libro possa riuscire in qualche modo a far avvicinare anche la generazione più giovane alla musica e a questa manifestazione".