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19 gen 2022

Zona arancione e rossa: le regioni a rischio da lunedì 24 gennaio

Secondo l'Agenas, l'occupazione delle terapie intensive in Italia resta al 18%, mentre in area medica sale al 30%

Milano, 19 gennio 2022 - In attesa di capire se il Governo prenderà una decisione riguardo il sistema delle fasce a colori, che prevede l'esistenza di quattro zone - bianca, gialla, arancione e rossa - e restrizioni diverse in base alla gravità della curva epidemiologica, misurata con tre indicatori (incidenza dei nuovi casi settimanali su centomila abitanti, posti letto occupati nelle terapie intensive e in area medica), si avvicina la cabina di regia dell'Istituto superiore della sanità che venerdì potrebbe portare qualche nuovo cambiamento alle regioni. Il rischio più grande è che qualche zona passi in arancione o addirittura in rosso da lunedì 24 gennaio. Ma vediamo la situazione nel dettaglio.

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Colori regioni, possibili cambiamenti dal 24 gennaio
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Ricoveri e terapie intensive

 Secondo i dati dell'ultimo monitoraggio dell'Agenas ((l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l 'occupazione delle terapie intensive in Italia resta al 18%, mentre quella nelle aree mediche Covid sale al 30%. 

L'attuale mappa dell'Italia

Con le ultime modifiche, da lunedì 17 gennaio sono in zona bianca: Basilicata, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Sono, invece, in fascia gialla Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Veneto e le Province autonome di Trento e di Bolzano. La Valle d'Aosta è in arancione

I nuovi colori delle regioni da lunedì 17
I nuovi colori delle regioni da lunedì 17

Regioni a rischio zona gialla

A lasciare la zona bianca e passare in quella gialla potrebbero essere Puglia, Sardegna e Umbria.

PUGLIA - Secondo il monitoraggio Agenas, in Puglia si registra il 13% in terapia intenisva e il 23% in area medica. 

SARDEGNA - Secondo il monitoraggio Agenas, in Sardegna si registra il 13% terapia intensiva e il 15% area medica

UMBRIA - Secondo il monitoraggio Agenas, in Umbria si registra il 13% terapia intensiva, 31% area medica.

Regioni a rischio zona arancione

Più numerose le regioni a rischio zona arancione. Si tratta di Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia, visto che in tutte e tre le regioni le terapie intensive sono superiori al 20% e i ricoveri negli altri reparti Covid sono almeno al 30%. Ma sono in bilico anche Calabria, Lazio, Marche, Toscana, Liguria, Lombardia e la Provincia di Trento.

FRIULI VENEZIA GIULIA - Secondo il monitoraggio Agenas, in Friuli Venezia Giulia si registra il 24% nelle terapie intensive e il 34% in area medica.

PIEMONTE - Secondo il monitoraggio Agenas, in Piemonte si registra il 24% nelle terapie intensive e il 30% in area medica.

SICILIA - Secondo il monitoraggio Agnensa, in Sicilia si registra il 20% nelle terapie intensive e il 36% in area medica.

LE ALTRE REGIONI - In bilico, ma che rischiano meno sono la Calabria che è molto oltre in area medica con il 43%,, ma a tre punti dalla soglia in terapia intensiva con il 17%. Poi,  il Lazio è oltre in terapia intensiva al 22%, ma si salva per un punto area medica con il 29%. Situazione molto simile nelle Marche, dove si registrano rispettivamente il 23% e 29%, e nella Provincia di Trento (23%-29%). In Lombardia il dato è oltre in area medica con il 35%, ma le terapie intensive sotto la soglia al 15%; molto più al limite la Liguria, al 40% in area medica ma al 19% in terapia intensiva: Infine, la Toscana è oltre in terapia intensiva con il 23%, ma l'area medica è al 26%.

Regioni a rischio zona rossa

La regione più a rischio zona rossa è la Valle d'Aosta, che da lunedì scorso è passata in fascia arancione. Ma il governatore della regione Erik Lavevaz avrebbe chiesto al Governo Draghi una deroga per evitare un ulteriore passaggio di fascia.  Attualmente nella regione alpina sei pazienti sono ricoverati in terapia intensiva all'ospedale Parini, dove i posti disponibili sono 33. Numeri da zona gialla. Fino a poche ore prima erano otto e con altri due ricoveri si supererebbe la soglia del 10% che - unita allo sforamento del limite dell'occupazione dei posti letto in area medica (siamo a 76 su 99) - vuol dire ' zona rossa' e chiusura di quasi tutte le attività, a partire dalle stazioni sciistiche. Da piazza Deffeyes, sede della Regione, non è partita alcuna richiesta ufficiale ma sono in corso dei sondaggi a Roma. L'ipotesi, già avanzata nella scorsa primavera, è di una 'franchigia' di qualche posto letto (cinque) per la terapia intensiva da applicare alle soglie previste dal Governo. Una soluzione per andare incontro alle piccole regioni dove anche un paio di pazienti in più o in meno possono determinare la colorazione e le eventuali restrizioni. 

Quando si passa in zona gialla e le regole

Tre sono i parametri che determinano il colore della regione: incidenza, occupazione dei posti letto in area medica (ricoveri ordinari) e occupazione delle rianimazioni (terapie intensive). Perché scatti la zona gialla devono essere contemporanemanete superate tre soglie limite: 50 casi per 100mila abitanti per quanto riguarda l'incidenza: soglia superata in tutte le regioni; 15% di posti letto occupati in area medica e il 10% di posti letto occupati in terapia intensiva. 

LE REGOLE - Tra zona bianca e zona gialla le differenze sono state sostenzialmente azzerate dai decreti varati dal governo nell'ultimo mese per fronteggiare la diffusione della variante Omicron. Dal punto di vista pratico, infatti, il passaggio non cambia molto in quanto l'obbligo di mascherina anche all'aperto è già in vigore in tutto il Paese e il limite delle 4 persone al tavolo è stato superato dall'obbligo di Super green pass per bar e ristoranti. 

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Quando si passa in zona arancione e le regole

Per passare da giallo ad arancione devono essere superate tutte e tre le seguenti soglie: l'incidenza sfora i 150 casi per 100mila abitanti; la percentuale di posti letto nelle terapie intensive va oltre il 20%; il tasso di ricoveri in area medica supera il 30%.

LE REGOLE - Le restrizioni della zona arancione non riguardano chi possiede il super Green pass (si ottiene con la vaccinazione o la guarigione), ma sono dirette ai non vaccinati.  Per chi non ha il green pass, gli spostamenti con mezzo proprio verso altri comuni della stessa Regione o verso altre Regioni/P.A. sono consentiti solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune (con autocertificazione). Restano consentiti invece gli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia. È vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi). Fino al 10 gennaio, quando sarà vietato in tutta Italia, è vietato l'accesso a bar e ristoranti sia al bancone sia ai tavoli (anche all'aperto) e a centri benessere, termali e parchi tematici, palestre, piscine, musei, mostre e cinema. Chi ha il green pass base (tampone negativo): è vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi), l'effettuazione di corsi di formazione in presenza e la pratica di sport di contatto all'aperto.

Quando si passa in zona rossa e le regole

Per il passaggio dalla zona arancione a quella rossa bisogna oltrepassare contemporaneamente tre soglie: incidenza sempre superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 30 per cento nelle terapie intensive.

LE REGOLE - In zona rossa si torna in lockdown, e vale per tutti, vaccinati o no. Quindi vietato uscire di casa se non per motivi di necessità, lavoro, salute (obbligatoria l'autocertificazione). Chi ha il Green pass potrà però spostarsi tra regioni. Chiudono i negozi, tranne quelli di prima necessità. Ristorazione possibile fino alle 22, ma solo da asporto. La scuola torna in Dad al 100%. 

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