Milano, 13 gennaio 2022 - Domani, venerdì 14 gennaio, è atteso il monitoraggio dell'Iss, che sancirà i passaggi di fascia di colore pronti a scattare a partire da lunedì 17 gennaio. Attualmente l'Italia è per oltre due terzi colorata di giallo. Ma la situazione potrebbe cambiare ulteriormente alla luce dei dati Covid. Alcune regioni potrebbero passare dalla zona bianca a quella gialla e altre - che attualmente si trovano nella fascia gialla - potrebbero finire in arancione dall'inizio della prossima settimana. Lo conferma la mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in cui l'Italia è tutta in rosso scuro e lo conferma l'analisi del Gimbe. L'enorme quantità di casi - 1,2 milioni in 7 giorni - "incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali. E, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese". La cabina di regia si riunirà nelle prossime ore e solo dopo che i tecnici avranno analizzato i numeri il ministro della salute Roberto Speranza firmerà le ordinanze.

I dati Covid del 13 gennaio

Per il secondo giorno consecutivo cala il numero dei nuovi positivi al virus SarsCoV2, che nelle ultime 24 ore sono stati 184.615 rispetto ai 196.224 del giorno precedente. Ed anche il dato giornaliero sulle terapie intensive indica una sostanziale stabilità, anche se crescono i ricoveri in una settimana. Un primo rallentamento, dunque, in attesa del picco dei casi che, secondo gli esperti, si raggiungerà nell'arco di 5-10 giorni. I dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute segnalano dunque un calo di contagi nelle 24 ore a fronte, tuttavia, di un aumento dei decessi, pari a 316 rispetto ai 313 di ieri, che resta tuttavia l'ultimo indicatore a risentire di una eventuale discesa. Pressochè stabile pure il numero di tamponi molecolari e antigenici pari a 1.181.179 contro 1.190.567 del giorno precedente. Il tasso di positività è al 15,6%, in calo rispetto al 16% di ieri. Quanto alle ospedalizzazioni, sono 1.668 i pazienti in terapia intensiva, uno in meno nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 156, lo stesso numero di ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono invece 17.648, ovvero 339 in più rispetto a ieri. 

L'ultimo monitoraggio Agenas

Sono 9 le Regioni in cui le terapie intensive superano la soglia di occupazione del 20%, il valore "da arancione", anche se per finire in quella fascia occorre superare contemporaneamente anche il 30% di occupazione dei reparti ordinari, cosa che al momento avverrebbe solo in Val d'Aosta, al 21% di intensive e al 54% dei reparti. Al momento sarebbe quindi l'unica, quindi, che finirà in zona arancione dopo la riunione di domani della Cabina di Regia. E' quanto emerge dal monitoraggio quotidiano dell'
Agenas, aggiornato con i dati di questa sera. Sul filo la Sicilia, che ha il 20% di intensive e il 34% nei reparti: si valuterà domani la sua posizione. Sono in bilico, e potrebbero finire in arancione la settimana prossima, anche il Piemonte, con il 23% di intensive e il 28% nei reparti, e il Friuli Venezia Giulia, che ha rispettivamente il 23% e il 29%. Le terapie intensive sono oltre soglia anche in Toscana (che ha il 22% di occupazione in rianimazione e il 23% nei reparti ordinari), la provincia di Trento (rispettivamente al 28% e al 25%), le Marche (23% e 26%), il Lazio (22% e 25%) e l'Abruzzo (20% e 26%). A livello nazionale, l'Agenas fissa al 18% il livello di occupazione delle terapie intensive e al 27% quello nei reparti ordinari. 

E la Lombardia?

In particolare nello scenario regionale contenuto nel monitoraggio indipendente Gimbe, emerge che se si considerano le arere mediche, con zero posti la Lombardia è in arancione ma conserva ancora 50 posti nelle terapie intensive. Il cambio di colore potrebbe quindi scattare verso la fine di gennaio, in assenza di un cambio di trend. Va detto che in Lombardia qualche segnale di rallentamento della curva dei contagi (seppur lieve) c'è. Ancora oggi, però,  il bollettino regionale segnalava un aumento significativo dei ricoveri: i pazienti covid in terapia intensiva hanno raggiunto quota 257 (+4), mentre i ricoverati 3.452 (+135). 

La mappa delle zone di oggi

Ad oggi sono in zona bianca: Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Umbria. Sono, invece, in fascia gialla Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano. Nessuna regione è ancora in zona arancione. 

Quando si passa in zona gialla e le regole

Tre sono i parametri che determinano il colore della regione: incidenza, occupazione dei posti letto in area medica (ricoveri ordinari) e occupazione delle rianimazioni (terapie intensive). Perché scatti la zona gialla devono essere contemporanemanete superate tre soglie limite: 50 casi per 100mila abitanti per quanto riguarda l'incidenza: soglia superata in tutte le regioni; 15% di posti letto occupati in area medica e il 10% di posti letto occupati in terapia intensiva. 

LE REGOLE - Tra zona bianca e zona gialla le differenze sono state sostenzialmente azzerate dai decreti varati dal governo nell'ultimo mese per fronteggiare la diffusione della variante Omicron. Dal punto di vista pratico, infatti, il passaggio non cambia molto in quanto l'obbligo di mascherina anche all'aperto è già in vigore in tutto il Paese e il limite delle 4 persone al tavolo è stato superato dall'obbligo di Super green pass per bar e ristoranti. 

Super Green pass: cos'è, come funziona e quando serve

Quando si passa in zona arancione e le regole

Per passare da giallo ad arancione devono essere superate tutte e tre le seguenti soglie: l'incidenza sfora i 150 casi per 100mila abitanti; la percentuale di posti letto nelle terapie intensive va oltre il 20%; il tasso di ricoveri in area medica supera il 30%.

LE REGOLE - Le restrizioni della zona arancione non riguardano chi possiede il super Green pass (si ottiene con la vaccinazione o la guarigione), ma sono dirette ai non vaccinati.  Per chi non ha il green pass, gli spostamenti con mezzo proprio verso altri comuni della stessa Regione o verso altre Regioni/P.A. sono consentiti solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune (con autocertificazione). Restano consentiti invece gli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia. È vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi). Fino al 10 gennaio, quando sarà vietato in tutta Italia, è vietato l'accesso a bar e ristoranti sia al bancone sia ai tavoli (anche all'aperto) e a centri benessere, termali e parchi tematici, palestre, piscine, musei, mostre e cinema. Chi ha il green pass base (tampone negativo): è vietato l'accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi), l'effettuazione di corsi di formazione in presenza e la pratica di sport di contatto all'aperto.

Regole zona arancione