Milano - Dopo la violenta ondata di contagi vissuta durante le feste di Natale, quando nell’arco di due settimane si è passati poche migliaia a 50mila contagi giornalieri, in Lombardia negli ultimi giorni sembra frenare la diffusione esponenziale della pandemia. Cosa sta succedendo? 

La Lombardia come il Regno Unito?

“Il Regno Unito ha già cominciato un calo dei casi, il che significa che hanno passato la parte più brutta" dell'ondata "e il numero dei ricoveri non è poi stato così drammatico come poteva essere atteso. E la stessa cosa accadrà anche in Italia, anzi alcune Regioni come la Lombardia stanno già vedendo meno contagi” ha detto oggi a Timeline, su Sky TG24, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. “Questo – ha aggiunto Sileri - determinerà la necessità di una rimodulazione e, ovviamente, un adattamento delle regole con la nuova situazione". "Abbiamo una popolazione che è sempre più vaccinata - ha aggiunto - e grazie anche all'obbligo degli over 50 aumenterà”. In Lombardia, nello specifico, la campagna vaccinale procede a ritmo spedito. In provincia di Milano il centro vaccinale anti Covid dell'ospedale di Sesto San Giovanni sarà aperto 24 ore su 24, anche nelle ore notturne, nei giorni di venerdì 14, venerdì 21 e venerdì 28 gennaio. In regione, da inizio campagna vaccinale, sono state somministrate oltre 20 milioni e 600mila dosi e quasi l'88% della popolazione over 12 ha completato il ciclo vaccinale (dati aggiornati al 12 gennaio). 

Cosa sta succendendo in Gran Bretagna (dopo ondata Omicron)

Prosegue un rassicurante trend in calo per i dati relativi al Covid in Gran Bretagna: nell'ultimo giorno sono stati registrati 109.133 contagi con 335 morti, in diminuzione rispetto ai 129.000 casi e ai 398 decessi di ieri e in linea con la flessione segnalata su base settimanale. Inoltre rallentano i ricoveri in ospedale, mentre prosegue la campagna di vaccinazione: sono state somministrate più di 126 mila terze dosi e 'booster' nelle ultime 24 ore, portando il totale a oltre 36 milioni. Intanto il professor Tim Spector, a capo dello studio Zoe Covid, in base ai dati raccolti dal suo centro ha dichiarato che l'ondata scatenata dalla variante Omicron del coronavirus ha raggiunto il suo picco e ormai il Paese naviga verso l'uscita dal difficile periodo. Le sue dichiarazioni confermano quanto già affermato da altri eminenti scienziati Uk. 

Il bollettino di oggi

Sono 184.615 i nuovi contagi da Covid, circa 12mila in meno rispetto a ieri, con 1,18 milioni di tamponi (-9mila). Sono i dati del bollettino odierno del ministero della Salute che registra anche 316 decessi (+3).Gli attualmente contagiati salgono a 2,32 milioni dei quali 17.648 ricoverati nei reparti ordinari (+339), 1.668 in terapia intensiva (-1) e 2,30 milioni in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore sono 82.803 le persone dimesse o guarite. Oggi in regione – stando ai dati del bollettino giornaliero di Palazzo Lombardia – sono 39.683 i nuovi contagi accertati nelle ultime 24 ore a fronte di 237.324 tamponi. Ieri i nuovi contagi erano 41.050 su 223.167 test. Scende quindi ulteriorimente il tasso di positività in Lombardia, oggi a quota 16,7% (contro il 18,3% di ieri e il 24,9% di una settimana fa). Ancora in crescita le ospedalizzazioni: i pazienti covid in terapia intensiva raggiungono quota 257 (+4), mentre i ricoverati 3.452 (+135). Nelle province lombarde la situazione è la sequente: nel Milanese 13.192 contagi, di cui 5.159 a Milano città; Bergamo: 3.762; Brescia: 5.363; Como: 2.261; Cremona: 1.178; Lecco: 1.202; Lodi: 1.024; Mantova: 1.494; Monza e Brianza: 3.242; Pavia: 2.020; Sondrio: 696; Varese: 2.972. 

Covid oggi Lombardia e Italia, bollettino del 13 gennaio: casi, morti, terapie intensive

Il bollettino Coronavirus

Cosa dicono i dati

Non si può parlare ancora di un deciso rallentamento, visto che nei giorni precedenti giorni i nuovi casi hanno sempre superato quota 40mila (41.050 ieri, 45.555 martedì), ma di un avanzamento a ritmo meno spedito. Va comunque detto che la situazione appare oggi sicuramente diversa rispetto alla prima settimana di gennaio, quando l'incremento di nuovi positivi rispetto ai sette giorni precedenti aveva sempre superato quota 100mila.

L’incognita riapertura scuole

Dalla direzione Welfare di Regione Lombardia, pur notando che l'andamento epidemiologico “pare rallentare”, preferiscono non commentare i dati, rimandando ogni ragionamento a settimana prossima, quando “con un trend più chiaro, sarà forse possibile farlo”. Resta infatti da valutare l’impatto del rientro tra i banchi in regione, scattato lunedì 10 gennaio. Una componente che – come ci ha insegnato la storia della pandemia – potrà essere valutata solo tra un paio di settimane. Dal report del monitoraggio sulle scuole diffuso dall'assessorato regionale al Welfare aggiornato al 2 gennaio emerge un boom di contagi tra la popolazione in età scolastica nella settimana tra il 27 dicembre e il 2 gennaio in Lombardia.

Effetto Omicron

L'effetto 'variante Omicron', insomma, è tutt'altro che svanito, anche se alcuni indizi come la stabilizzazione del numero dei contagi ed il ritorno ad un'apparenza normalità nei tempi d'attesa nei centri tamponi e nelle farmacie dopo le lunghe code che hanno caratterizzato le festività, potrebbero indurre a un cauto ottimismo.

Il picco

Oggi a livello nazionale per il secondo giorno consecutivo in calo il numero dei nuovi positivi al virus SarsCoV2, che nelle ultime 24 ore sono stati 184.615 rispetto ai 196.224 del giorno precedente. Ed anche il dato giornaliero sulle terapie intensive indica una sostanziale stabilità, anche se crescono i ricoveri in una settimana. Un primo rallentamento, dunque, in attesa del picco dei casi che, secondo gli esperti, si raggiungerà nell'arco di 5-10 giorni. E mentre prosegue la campagna vaccinale, l'ultimo Report dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica di Roma Altems quantifica l'altissimo costo imputabile alle mancate vaccinazioni: 143 milioni di euro in un mese. I dati del bollettino quotidiano del ministero della Salute segnalano dunque un calo di contagi nelle 24 ore a fronte, tuttavia, di un aumento dei decessi, pari a 316 rispetto ai 313 di ieri, che resta tuttavia l'ultimo indicatore a risentire di una eventuale discesa. Pressochè stabile pure il numero di tamponi molecolari e antigenici pari a 1.181.179 contro 1.190.567 del giorno precedente. Il tasso di positività è al 15,6%, in calo rispetto al 16% di ieri. Quanto alle ospedalizzazioni, sono 1.668 i pazienti in terapia intensiva, uno in meno nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 156, lo stesso numero di ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono invece 17.648, ovvero 339 in più rispetto a ieri

Regole zona arancione

Il rischio zona arancione

La regione rischia il passaggio di fascia. In particolare nello scenario regionale, contenuto nel monitoraggio indipendente Gimbe, se si considerano le aree mediche, con zero posti la Lombardia è in arancione ma conserva ancora 50 posti nelle terapie intensive. Lo stesso governatore Attilio Fontana nei giorni scorsi ha spiegato: "Sembra che quella sia l'indicazione ma penso che sia difficile fare delle previsioni soprattutto perché, come anche bene ha scritto recentemente il professor Remuzzi, l'Omicron è una cosa completamente nuova, diversa, le cui reazioni e modalità di sviluppo non sono più paragonabili al vecchio Covid - ha dichiarato Fontana -. Quindi non penso si possano fare delle anticipazioni, se già era difficile prima ora lo è ancora di più. E' chiaro che le indicazioni, la direzione è sicuramente quella, ma speriamo di riuscire a fermarci prima". Domani, con il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, si saprà ufficialmente quali regioni cambieranno fascia da lunedì 17 gennaio.

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