Omicidio di via Pisa a Sesto San Giovanni: scarcerato uno degli indagati

Jawad Kalla era stato fermato il 30 novembre scorso a Milano per la morte di Youssef Saadani, il connazionale ucciso da un colpo di fucile in un agguato teso da una decina di persone. Ora la decisione del Riesame di liberarlo

Carabinieri sul luogo dell'omicidio in via Pisa (Laudadio)
Carabinieri sul luogo dell'omicidio in via Pisa (Laudadio)

Sesto San Giovanni (Milano), 8 Gennaio 2024 - Il Tribunale del Riesame di Milano ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere e rimesso in libertà Jawad Kalla, nato in Marocco nel 1991, irregolare e senza dimora, accusato di omicidio volontario premeditato per la morte di Youssef Saadani, il connazionale di 27 anni ucciso da un colpo di fucile che gli squarciato la gola, la sera del 23 ottobre in via Pisa, in un agguato commesso da una decina di persone a colpi di fucile, mazza, calci e pugni.

Una spedizione punitiva di cui è rimasto vittima dopo essersi offerto di scortare con altri coinquilini, anche loro rimasti feriti, un altro connazionale a cui era stato rapinato il telefonino, con i nomi dei clienti a cui vendeva hashish a Cologno Monzese, dai pusher rivali, a cui stava contendendo la piazza di spaccio, con l'intenzione di allargarla anche al commercio di cocaina, che aveva iniziato non pagando una partita di 50 grammi.

Jawad Kalla era stato fermato il 30 novembre in via Ravenna a Milano e arrestato anche per detenzione ai fini di spaccio perché aveva con sé 9,5 grammi di cocaina. Il 32enne ha sostenuto davanti agli inquirenti di essere uno spacciatore che vende droga per vivere e ricavarsi la sua dose quotidiana e che la sera dell'agguato era convinto di andare a spacciare e invece, giunto con i connazionali in via Pisa, aveva iniziato a sentire gli spari ed era fuggito, seppur impugnando nel frattempo una mazza con l'intento di difendersi, ma senza usarla per colpire nessuno. Una tesi che non aveva convinto il gip del Tribunale di Monza.

Ma il difensore di Kalla, l'avvocato Giacomo Crippa, ha presentato ricorso per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza ai giudici della libertà di Milano, che oggi hanno annullato la misura cautelare. Il legale, che attende le motivazioni dell'annullamento, ha intenzione di chiedere che la posizione del 32enne venga archiviata.