Milano – Italia a rischio lockdown. E' massima allerta sulla curva dei contagi: quasi 21mila positivi nelle ultime 24 ore. A guidare la classifica dei casi giornalieri è la Lombardia (che ha sfiorato i 4.400 positivi). Ma non è la sola regione a preoccupare: situazione esplosiva anche in Emilia-Romagna e Campania, rispettivamente con 3.056 e 2.560 casi nelle ultime 24 ore. Da domani cambia la mappa dei colori delle regioni: Veneto e Friuli diventano arancioni mentre in Campania scatterà la zona rossa. Un anno dopo il primo lockdown totale l'Italia si trova ad affontare nuovamente giorni difficili e decisivi. Solo ieri è entrato in vigore il primo Dpcm dell'era Draghi. Ma non sono esclusi nuovi provvedimenti a stretto giro. Il premier potrebbe intervenire con un nuovo decreto. Il timore è soprattutto legato all'effetto-varianti, che hanno dato una brusca accelerazione al virus. 

"Vaccinazione reattiva e azioni di contenimento per frenare la corsa del virus in Lombardia"

La strategia anti-Covid passa da lockdown territoriali. “Oggi abbiamo un'enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza. Venerdì il nuovo monitoraggio e i conseguenti passaggi di fascia. Nel frattempo sono i governatori e i sindaci a scendere in campo. L'intera Lombardia, ad esempio, da venerdì 5 marzo è in zona arancione rafforzata. In Lombardia "abbiamo cercato di mettere in atto un modello che ha due pilastri – ha detto oggi l'assessora al Welfare Letizia Moratti -. La prima è mitigare la corsa del virus con azioni di contenimento circoscrivendo aree mirate. Dove lo abbiamo fatto, come a Viggiù e Bollate o Mede, abbiamo visto diminuire la diffusione del virus. Il secondo è una vaccinazione reattiva, rispettando il piano nazionale, privilegiando, assieme alle categorie prioritarie, le zone più critiche. Finora facendo così siamo riusciti a non entrare in zona rossa". 

Lombardia zona arancione rafforzata: le regole. Cosa si può fare e cosa no

Le ipotesi su coprifuoco e spostamenti

Ma queste barriere locali basteranno? Il Dpcm entrato il vigore il 6 marzo conferma di fatto l'impianto dei precedenti provvedimenti fino al 6 aprile e affida ai presidenti di Regione la possibilità di sospendere l'attività scolastica nelle aree più a rischio, come quelle in cui vengano registrati più di 250 contagi ogni 100 mila abitanti. Resta in vigore anche lo stop agli spostamenti tra regioni, esteso fino al 27 marzo. Un'eccezione, come spiega il Viminale, riguarda la partecipazione a manifestazioni che si svolgono in un'unica città. Per farlo bisognerà comunque avere con sé l'autocertificazione. Non è escluso, tuttavia, che il divieto di spostamento venga prolungato almeno fino a Pasqua, facendo seguito così anche alle raccomandazioni degli scienziati.

Il Comitato Tecnico Scientifico, infatti, ha espresso "grande preoccupazione" per l'evoluzione della pandemia richiedendo "l'nnalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale e la riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità".  Nessun lockdown richiesto, ma un incremento delle restrizioni, appunto, che potrebbero coinvolgere altri servizi, come i centri commerciali, nelle aree dove viene stabilito lo stop alla didattica in presenza. Alla luce delle raccomandazioni, non è escluso che si possa tornare alle restrizioni di Natale, con limitazioni nel weekend e l'anticipo del coprifuoco, attualmente in vigore dalle 22 alle 5 del mattino. Le prossime settimane saranno decisive per scongiurare il rischio di un'Italia tutta – nuovamente – in zona rossa.